Era proprio l’ultima bottiglia presente al wine-bar Cairoli:la Cuvée Gabriel 1988 di Gosset-Brabant.Adesso,dell’universo variopinto targato “La Flute“...fra mensole vuote e la nuda pietra...tristemente sparsi quà e là...,son rimasti solo fogli stampati fitti di note esplicative che descrivono,richiamano...ma giammai forniscono nella loro cartacea limitatezza...le piacevolezze che evocano.
C’era da festeggiare un evento che con un amico fraterno e remoto(...si chiama Nicola e ci conosciamo da trentasette anni!)abbiamo “costruito“ ad hoc cinque anni fa,col malcelato intento di ritagliarci un nostro momento.I giorni del compleanno di entrambi guardano da presso la fine dell’anno(Lui a Novembre,io a Dicembre).Così si è deciso di accomunarne le celebrazioni in una data neutra ed imprecisata.
Ci siamo ritrovati l’altra sera motivatissimi.
Cercavamo emozioni...
La Cuvée Gabriel mi ha impressionato per lo spessore che ha sciorinato in tutti gli aspetti organolettici.
L’abbiamo volutamente degustata a temperatura ambiente(Non correttamente...ma la bottiglia era freddina!E poi... a noi piacciono sentirli tutti gli umori del vino!).
Già dal colore dorato,dal perlage finissimo e dalla fittezza e densità degli archetti abbarbicati sulle pareti del bicchiere...cedenti quasi a fatica all’impulso gravitazionale...ci siam resi conto di fronteggiare un fuoriclasse.Ma è al naso ed al gusto che si è evidenziato maggiormente l’“imprimatur“ dei 60 mesi sui lieviti e la forza e l’eleganza rude e maschia del pinot nero.
Chè voluttà!Che golosità!
Con attenzione abbiamo scelto pietanze che non disturbassero l’incedere regale del vino(A questi livelli,dico sempre,si tratta di grande vino col prezioso corollario di acidità e bollicine a dare maggiore fragranza e freschezza e a procurare ulteriori brividi di piacere):polpettine di baccalà,quello norvegese buono...tenue e poco sapido,sublime trancio di tonno di Carloforte,salmone della migliore qualità lievemente affumicato ed accompagnato da una purea dello stesso e da un ricciolo di burro.Tutto questo al solo scopo di scortare discretamente e senza scosse lo scorrere del superbo nettare su di un letto palatale trasformato all’uopo in ampio delta...col ristagno forzato del liquido...sì da differire il più possibile la fatale cascata giù per l’epiglottide ed il cavo esofageo.Anche se da lì poi salgono effluvi che,per via retronasale,amplificano un piacere già debordante e tracimante verso livelli di assoluta pienezza.
Gosset-Brabant...che rivelazione!
Noi conoscevamo la storica famiglia champenois dei Gosset.
Ed alcuni loro celebrati Grand Millésime.
Adesso un’altra stella si è accesa nel nostro angusto firmamento enoico.
Fino alla prossima scoperta....
ROSARIO TISO
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