Lavoriamo insieme per creare l’Italia di domani
Il 2 settembre a Roma sono stati sottoscritti all’unanimità l’atto costitutivo (inclusi il manifesto e le priorità ) e lo statuto.
MANIFESTO
Ci riconosciamo nei valori del rispetto dell’altro in quanto tale, del diritto alla vita ed alla incolumità fisica, della libertà , della pace, del pieno godimento della proprietà , della solidarietà , della cooperazione sociale, dell’inclusione come metodo fondamentale di organizzazione della società e della famiglia quale sua molecola fondamentale, del progresso e dello spirito d'iniziativa e d'impresa.
Vogliamo ribadire l’insostituibilità del rispetto delle regole democratiche e rivolgerci a tutti coloro che nella società civile, nel mondo del volontariato e dell’associazionismo, della cultura, dell’economia e nella politica riconoscono la crisi dell’attuale sistema politico italiano e concordano su una soluzione che restituisca centralità alla grande area dei riformisti.
Accanto alla grande ricchezza italiana convivono tutti i possibili rischi di un rovinoso declino.
Si deve, allora, cercare il nuovo punto di partenza verso lidi più promettenti. Le nostre priorità sono:
- la lotta contro la povertà e lo sviluppo della sussidiarietà ;
- adeguare l’assistenza sanitaria ai tempi ed ai bisogni;
- rivedere il sistema pensionistico con i mutamenti demografici in atto e nei futuri 50 anni;
- portare i servizi erogati dallo Stato vicini alla popolazione, anche attraverso la semplificazione della macchina burocratica;
- la scuola, l’università , la ricerca e la formazione continua intorno alle vere esigenze;
- rendere la giustizia efficiente e veloce;
- informare le politiche attuate dallo Stato del rispetto dell’ambiente quale ambito naturale della vita delle persone;
- trasformare il ruolo dello Stato da quello di giocatore a quello di arbitro;
- la revisione dell’organizzazione costituzionale dello stato, a partire da quella territoriale;
- un rilancio del mezzogiorno che preveda lo sfruttamento “in loco” delle risorse e delle potenzialità di quel territorio;
- sviluppare l’asse Euro-mediterraneo.
Affinchè l’Italia trovi un senso di appartenenza comune, di essere una nazione, non ci devono essere più Italie, ma una soltanto. Per costruire una nuova comunità nazionale va riunito ciò che oggi si contrappone. Per restituire speranza ai futuri italiani ed a tutti coloro che credono nell’innovazione, nel talento, nel merito.
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