Gravina (BA) - Lo scorso 8 maggio finì in manette in flagranza di reato con l’accusa di “atti persecutori“. Ad arrestarlo i Carabinieri della Stazione di Gravina in Puglia che intervennero prontamente su segnalazione della vittima. Si tratta di un 26enne di Altamura al quale, nella giornata di ieri, gli stessi Carabinieri hanno notificato una misura cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari per lo stesso reato. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari conseguentemente alle numerose denunce presentate dalla ragazza, con cui il persecutore aveva intrattenuto una relazione sentimentale, a partire dal mese di giugno del 2009 e dalle quali era scaturito, a carico dello stalker, un primo provvedimento restrittivo di obbligo di dimora nel comune di Altamura terminato il nell’ottobre del 2009.
Terminata la relazione, la ragazza era divenuta bersaglio di continue persecuzioni, attraverso telefonate ed sms minatori, pedinamenti e appostamenti attuati in qualsiasi momento della giornata. Questo, secondo quanto riferito dalla vittima, per indurla a ritirare la denuncia fatta nei suoi confronti, dietro la promessa di un cambiamento.
Al giovane, infatti, era stato nel frattempo notificato l’obbligo di dimora nel proprio comune di residenza e il divieto di dimora nel comune di residenza della ex fidanzata, emesso dall’Autorità Giudiziaria barese. Rimessa la denuncia, nella speranza di porre fine alle persecuzioni, dopo una pausa durata alcune settimane, piuttosto che dare segni di ravvedimento, il 26enne ha ripreso imperterrito e con maggiore insistenza, sino all’episodio che ha consentito lo scorso 8 maggio ai carabinieri di arrestare in flagranza di reato il 26enne, ponendo fine ad una situazione divenuta oramai insostenibile per la donna. Una richiesta di aiuto fatta sul “112“ da parte della ragazza, pedinata sotto casa dallo “stalker“, fece piombare una pattuglia dell’Arma presso il luogo indicato. Qui gli operanti bloccarono il giovane che tentava di entrare nel portone, dove la vittima aveva trovato rifugio unitamente ad una sua congiunta. Inevitabilmente scattarono le manette per il 26enne, che nonostante la presenza dei militari, non esitò a minacciare di morte per l’ennesima volta la ragazza. Ieri la notifica del nuovo provvedimento restrittivo.
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