Roma: Militante del partito socialista austriaco, anarchica e rivoluzionaria, granduchessa e despota, ancorata per tutta la vita ai suoi privilegi, alla sua casta. Esce in Francia la biografia di Elisabeth-Marie d'Austria, scritta da Friedrich Weissensteiner,'l’Archiduchesse rouge, la vie tumultueuse d'Elisabeth-Marie d'Autriche, petite-fille de Sissi e fille de Rodolphè, pubblicata da Payot. Un ritratto inedito di una delle più affascinanti aristocratiche del secolo. Un donna controcorrente, altera, insolente, autoritaria drammaticamente snob. 'l’arciduchessa rossà è il soprannome che la storia, in piena rivoluzione socialista, attribui' a Elisabeth, Marie, Henriette, Stephanie, Gisele, nipote dell’affascinante Sissi, primogenita del principe ereditario d'Austria, Rodolfo d'Asburgo - Lorena e di Stefania del Belgio. Un nome e un blasone illustre che spesso la giovane granduchessa usa come arma impropria per proclamare la sua impunita', per difendere la sua liberta'. Durante un'interrogatorio della polizia, si legge nel servizio che il settimanale francese 'Point de vuè, dedica a 'Elisabeth-Marie d'Autriche', viene chieso alla giovane arciduchessa di esibire i propri documenti. 'Sono la nipote dell’imperatore Francesco Giuseppe e la figlia del principe ereditario Rodolfo.
Dovrebbe esservi sufficientè, risponde con arroganza e arguzia. Viziata, amata, la piccola Erzsi ha solo 5 anni quando il padre si suicida a Mayerling con la sua amante, Maria Vetsera. l’imperatore d'Austria l’accoglie a corte, un nuovo padre. Coccolata e viziata, soprattutto richissima. Nulla è precluso a Erzsi. Persino il matrimonio, a 16 anni, con uno sconosciuto luogotenente di Uhlans, il principe Otto zu Windisch-Graetz, non ben visto tra gli Asburgo, sarà celebrato non senza un profumo di scandalo. Otto zu Windisch-Graetz era già fidanzato e avrebbe più volte rifiutato, secondo quanto rivelato dallo storico di origini serbe, Spiridion Gopcevic, la mano della principessina. Impossibile tirarsi indietro, pero', dinanzi al volere dell’imperatore. Quasi un ordine, la sentenza di matrimonio. Suo malgrado, Otto von Windsch-Graetz accetta. Un matrimonio da favola per i giovani sposi nella Joseph Kapelle della Hofburg. è il 23 gennaio 1902. Elisabeth-Marie conserverà titoli e privilegi, dovrà rinunciare soltanto alla successione al trono. (Cap/Gs/Adnkronos) 21-FEB-10 17:00 NNNN
Diversamente dalla madre, Stephanie del Belgio, che dopo l’unione con il conte ungherese Elemer Lonyay sarà esclusa dalla famiglia imperiale e perderà il titolo di arciduchessa. Nonostante la nascita di 4 figli, Franz-Joseph, Ernst Weriand, Rodolphe e Stephanie, la coppia dopo pochi anni di matrimonio scoppia. Otto zu Windisch-Graetz rimprovera alla moglie il suo carattere autoritario, la sua freddezza. Lei accusa le sue scappatelle, non sopporta più le sue bugie, le sue amanti. Persino quelle che invita a casa, complici i domestici.
Elisabeth - Marie sceglie la fuga, come la nonna Elisabetta d'Austria. Le città d'acqua, il mare, l’Adriatico, i giovani ufficiali dell’esercito, come Egon Lerch, per umiliare il marito, per poter finalmente chiedere la separazione (il divorzio sarà introdotto in Austria solo a partire dal 1938). Solo nel 1918 'l’archiduchesse rougè aderirà ufficialmente al partito social-democratico innamorandosi perdutamente di Leopold Petznek, uno dei suoi leader. Elisabeth-Marie partecipa a manifestazioni, congressi, campagne elettorali. è il 1927. La nipote di Francesco Giuseppe d'Austria spiega cosi' le motivazioni profonde che l’hanno condotta a schierarsi dalla padre dei socialisti. ''Ci sono ragioni diverse - aveva confessato in una intervista - che spingono una persona a scegliere il partito social-democratico. Legato spesso ad una cultura che si respira in famiglia, sin dalla nascita. Per cio' che mi riguarda mi è bastato attraversare l’esistenza. Conoscere la dura scuola della vita. Ho imparato soprattutto dopo il mio matrimonio, osservando gli uomini e le donne che frequentavo''. Eppure la granduchessa socialista rimane profondamente ancorata al suo passato. Un'aristocratica sprezzante, irriverente, ingiuriosa, verso ebrei e affittuari, domestici, giardinieri, chauffeur, schiavizzati, licenziati senza preavviso,'pagati' solo con pane e bicchieri di latte. (Cap/Gs/Adnkron
Nel 1934 Elisabeth del Belgio decide di tagliare i ponti con la figlia. Addio all’eredità della madre, che vorrebbe persino farla interdire. Elisabeth - Marie ha sperperato un patrimonio tra gioielli, ville, opere d'arte di inestimabile valore. Tutto devoluto alla causa socialista con gran danno della sua famiglia, soprattutto dei 4 figli e del marito. Finalmente nel 1948 divorzia da Otto zu Windisch-Graetz per poter sposare Leopold Petznek con il quale convive da ormai 30 anni. La II guerra mondiale ha indubbiamente scosso la 'regalè coppia. Arresti, deportazioni (da Dachau, Petznek si salverà solo grazie all’intervento dell’esercito americano), l’allontanamento forzato dalla splendida villa di Hutteldorf, nei pressi di Vienna, l’esilio in un convento di religiose.
Elisabeth-Marie e Leopold rientreranno a Hutteldorf solo nel 1955. Una felicità di breve durata. Il leader del partito socialista morirà poco tempo dopo. Stessa sorte per il secondogenito, Ernst-Weriand, pittore di una certa fama, e del primo marito Otto. La granduchessa è libera di occuparsi dei suoi pastori tedeschi. Non ama la famiglia, non ama i figli. Nonostante la malattia, nonostante l’artrosi che la costringe a muoversi su una sedia a rotelle, la 'granduchessa rossà non ha perso nulla del suo carattere. E prima di morire come ennesimo sfregio alla famiglia e agli Asburgo decide di lasciare tutto alla città di Vienna e alla Repubblica. I figli e i nipoti non avranno che briciole dell’immenso patrimonio ereditato dall’imperatore Francesco Giuseppe. Un unico desiderio, quasi un ordine, prima di morire. Solo i suoi pastori tedeschi dovranno vegliarla dopo la morte accompagnarla nella tomba. Saranno sepolti prima di lei. Strano destino quello della 'granduchessa rossa', scrive 'Point de vuè. Intorno a lei solo il vuoto e il silenzio di una dinastia 'maudit'