ROMA: In qualità di Direttore dell’Istituto per gli Studi Micenei ed Egeo-Anatolici del CNR, mi è grato dare il benvenuto ai nostri ospiti, studiosi venuti da Germania, Austria, Stati Uniti, Francia, Spagna, Olanda e Italia. Trasmetto a tutti i partecipanti il saluto del Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Prof. Lucio Bianco, che mi ha incaricato di augurare agli intervenuti un proficuo lavoro. Questo convegno, dedicato al tema "Licia e Lidia prima dell’ellenizzazione", è stato, come sapete, organizzato in collaborazione con l’Università di Udine, per iniziativa del prof. Roberto Gusmani, al quale cederò fra pochi minuti la parola. Si tratta del terzo convegno che organizziamo insieme, e che viene dedicato a regioni storiche dell’ Anatolia preclassica, l’attuale Turchia. I due precedenti convegni ebbero come argomento "La decifrazione del Cario" e "Frigia e Frigi"; gli atti relativi, come sanno gli specialisti intervenuti oggi, sono stati pubblicati in due volumi della serie delle Monografie Scientifiche del CNR, e lo stesso avverrà con l’attuale convegno. Con la tematica di oggi e domani si finisce per coprire, con una certa sistematicità , una vasta area culturale dell’ Anatolia occidentale durante il I millennio a. C. Dalla Licia alla Caria, dalla Lidia alla Frigia, ognuna di queste regioni ebbe una sua identità specifica, che mantenne durante il periodo della dominazione persiana, e che si diluì gradatamente con il fenomeno dell’ellenizzazione dell’ Anatolia, fin dentro il periodo imperiale romano.
Presentando queste civiltà è invalso l’uso di parlare di periodo preclassico, e il titolo del nostro convegno segue naturalmente questa linea.
Ma desidero citare anche un'altra possibile prospettiva, cronologicamente inversa. Sarà perché sono reduce, come alcuni dei colleghi qui presenti, dal IV Congresso di Ittitologia che si è tenuto la settimana scorsa a Wurzburg, o perché personalmente sono più vicino al II che al I millennio, ma credo che ci si possa avvicinare al nostro tema anche da una prospettiva alta; e dire che ci occupiamo o ci occuperemo dell’ Anatolia occidentale post-ittita, se si vuole anche post-micenea per quanto concerne la costa egea, piuttosto che pre-greca. Non è solo un gioco di parole o di specchi, e comunque l’idea trascende le sole due Licia, di cui ci occuperemo in questi due giorni. Credo infatti che sia bene porre l’accento sui notevoli progressi che negli ultimi anni sono stati compiuti da parte ittitologica, proprio nel campo della geografia storica di queste regioni.
Confermando e consolidando antiche ipotesi di acuti studiosi, oggimai possiamo dire di conoscere qualcosa della tradizione storica di queste regioni durante il II millennio.
Nei testi cuneiformi ittiti leggiamo infatti i nomi antichi di Troia, di Lesbo, di Efeso, di Mileto, della valle dell’Hermos, della Licia stessa, e apprendiamo alcune delle loro vicende storiche. Anche se ancora non è possibile, per la lunga interruzione documentaria, collegare che in modo assai vago i dati delle fonti ittite alle memorie classiche, riconosciamo a ritroso in queste regioni nei secoli XIV e XIII una analoga situazione di frazionamento culturale e divisione politica. La dominazione e l’influenza culturale dell’impero continentale ittito sembrano quasi una anticipazione di quanto avverrà otto secoli più tardi con l’espandersi a occidente dell’Impero persiano.
Possiamo pertanto auspicare che l’incremento costante della documentazione ittita getti maggior luce sulle fasi arcaiche di queste aree dell’ Anatolia occidentale. Ma è tempo di dare inizio ai lavori del convegno, e passo volentieri la parola al primo relatore.
Mirjo Salvini
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