Todos caballeros

La scuola dei nostri figli è pronta per una società multietnica o siamo ancora agli antipodi

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Milano - Credo di aver già scritto in altra occasione che- sono docente di lettere in una scuola superiore statale, ragion per cui vedo quotidianamente che razza di bolgia infernale sia divenuta la scuola italiana. Ogni anno essa decade sempre di più, si crede di aver toccato il fondo, ed invece no, l’anno dopo si- sprofonda ancor di più.- Il problema ora più in- grave è l’arrivo di studenti stranieri, rumeni, albanesi, sudamericani, marocchini, tunisini, indiani, pachistani, cinesi. Se, fino a qualche anno fa, erano coinvolte solo le scuole dei quartieri periferici delle metropoli, oggi, causa un' immigrazione indiscriminata e senza regole, anche scuole elementari di piccoli borgi campestri o scuole superiori di cittadine di quindici-ventimila abitanti, conoscono tale fenomeno.

Il guaio è che i presidi hanno l’ obbligo di accettare le iscrizioni, così stabilì il rosso ministro della Pubblica istruzione Berlinguer con una sua circolare nel 1999, in una classe adeguata all’ età dello studente. Mi sono spiegato bene? Se arrivasse dal Burundi un analfabeta di diciotto anni, che, poichè analfabeta, la logica vorrebbe fosse iscritto in una prima elementare, poichè ha diciotto anni, se si presenta presso un istituto superiore italiano e richiede l’iscrizione, la scuola ha l’obbligo, l’obbligo!, di iscriverlo in una classe quinta.

Ovvio che è praticamente impossibile dare una valutazione del suo livello di apprendimento. Se fosse italiano, lo si boccerebbe, ma poichè è negro, o islamico, o zingaro, o presumibilmente povero- o, spesso, figlio di clandestini, la maggioranza- dei docenti, che, non è un mistero, professa il cattocomunismo terzomondista, lo promuove d'ufficio con un sei politico. Come? Gli si chiede: Come ti chiami, da dove vieni? E, dopo un paio di grugniti indecifrabili ricevuti come risposta, il consiglio di classe, composto da una maggioranza di docenti indecenti, stabilisce che quei grugniti dimostrano in modo inequivocabile che il soggetto sa comunicare ed arriva il voto positivo. Se invece arriva uno studente che, per età , viene ammesso ad una prima superiore, anche se magari al suo paese ha conseguito solo la quinta elementare, o alla terza classe superiore, sempre per ragioni di età , in genere i pargoli, buon sangue non mente,  capiscono subito che l’ Italia è il paese dei balocchi, certo, per loro che arrivano, non per noi che ci viviamo, e non comprano i libri di testo, a che servono? Se un assistente sociale glieli procura gratis, non li portano in classe e non si prendono la briga di aprirli nemmeno a casa, non studiano e, quando vengono interrogati, rispondono: "Non ho avuto tempo di studiare". Non ci credete? A me capita assai spesso, ma guai a volerli bocciare,- agli scrutini- la maggioranza dei professori, utili idioti, vota per la promozione. - 

Che se ne faranno questi nullafacenti di un pezzo di carta regalato? Ruberanno il lavoro ai giovani italiani.

Davide Pozzi di S. Sofia