"ANCORA SU CRISTALDA E PIZZOMUNNO"

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“Ancora su Cristalda e Pizzomunno
La leggenda si nutre di tradizione orale.E si sa,nel tramandare un racconto,quanto irresistibile risulti l’umana tendenza ad arricchire,rielaborare,modificare i tratti salienti di una narrazione.E’ stato così anche per la vicenda di Cristalda e Pizzomunno.Oltre alla canonica versione,infatti,ne esiste un’altra,se vogliamo anche più romantica e fantasiosa.
Cristalda non sarebbe stata un’umana,bensì essa stessa una sirena,la prescelta del pescatore Pizzomunno...aduso a pescare nel braccio di mare antistante l’odierna,bianca falesia che lo rappresenta. La gelosia delle altre sirene,tutte innamorate dell’avvenente pescatore,portò alla delazione e Nettuno,il re dei mari,quando seppe dell’innaturale tresca amorosa,imprigionò negli abissi marini la malcapitata Cristalda impedendole di risalire in superficie. Pizzomunno,nella disperata e lunga attesa di veder comparire Cristalda,restò pietrificato dal dolore,ignaro di un particolare della terribile condanna inflitta all’amata:allo scoccare del solstizio di Primavera le sarebbe stato concesso di affiorare dall’equorea prigione per raggiungere la riva.Cristalda,alfine liberata per un solo giorno,trovò l’amato pietrificato e alte grida e lamenti si levaroro dalla spiaggia crudele. Ancora oggi frotte di innamorati si riuniscono al cadere del solstizio di primavera sulla spiaggia di Pizzomunno e c è qualcuno che giura di sentire ancora sirenei lamenti provenire dalle profondità marine.
ROSARIO TISO

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