Napoli. E’ stata inaugurata giovedì 15 maggio 2008 presso l’Associazione Culturale “Massimo Gorki”, e realizzata in collaborazione con il Centro di Cultura Russa di Roma, la mostra personale di pittura dell’artista ucraina Galyna Chukhal, dal titolo “Il filo magico”, negli ampi locali del circolo situato in via Nardones.
Esposte una decina di opere di vario formato, realizzate con la tecnica del ricamo a mano su tessuto e descritte ciascuna dai versi poetici di Tetyana Schyschkova.
Galyna Chukhal, vive ed opera tra Kovel e Roma: i lavori testimoniano i suoi viaggi, echeggiano la sintesi personale. Unitaria nello stile compositivo-coloristico, basato su toni che dal verde e blu si fondono nell’armonia della quiete, ispirando raccoglimento.
Ha partecipato a diverse mostre - tra cui la rassegna dell’Ucai presso la galleria La Pigna di Roma (15-31 marzo us) dal titolo “Alberi e Bosco nel Nuovo e nell’ Antico Testamento” - è recensita favorevolmente dalla critica. Immediata nello schematizzare luoghi e figure, che poi mette a fuoco mediante la policromia del ricamo, raggiungendo l’unitarietà che la caratterizza.
La presenza di vele, spiegate all’infinito, indica la spinta di evasione dal quotidiano, come ali di Chimere, verso un oltre di esigenza psicologica ed il salpare ne è giа conquista. Laureata in “Ingegneria meccanica” e “Giornalismo” presso l’Università di Kharkov dopo anni di lavoro in Ucraina come corrispondente presso l’Ufficio per la diffusione della Letteratura in seno all’Unione degli scrittori Ucraini in Kiev, è giunta in Italia nel 2001.
Tre anni or sono ha ripreso a ricamare così come le aveva insegnato sua madre, quando era bambina: in quest’arte, che è la sua più grande passione, Galyna Chukhal esprime se stessa coinvolgendo tutta la sua anima.
Dopo il saluto dell’On Tetyana Kuzyk Consigliere del Comune di Roma, e del Prof Luigi Marino, durante la serata di inaugurazione della rassegna sono seguite le esibizioni di alcuni artisti ucraini russi ed italiani tra cui Margarita Scosarenko, Oxana Kriucova, Alexander Megavan e Luigi Caputo
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