On. Berlusconi Assolto dal caso SME cosa dice la Stampa Italiana

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Milano Caso Sme, assoluzione Berlusconi, assolto con formula piena per entrambi i capi di imputazione, per non aver commesso il fatto. 11 anni di vero sgomento dal 1985 a oggi. Eppure una cosa curiosa ci appare, a noi del Network Ladysilvia, è l’11 uno dei numeri con maggiore frequenza in tutta la vicenda.. nei Capi di imputazione sono chiesti 11 anni da: l’avvocato Attilio Pacifico, l’avvocato Cesare Previti, l’ex capo dei gip di Roma, Renato Squillante « il numero 11 in numerologia è un numero legato agli eventi Mastri come per il numero 22anch’esso appare in 2 Sentenze del 22 novembre 2003”, questi, sono gli unici numeri che per come vengono rappresentati da, coloro che li studiano, non posso essere scomposti, per la ragione appena indicata.. e la chiususra di questa storia avviene il 27 aprile quindi con numero “0”, in chiusura appunto, in quanto il 27 diventa 9 “2+7” e indica l’arrivo la fine di un percorso, tutti gli altri numeri possono essere ridotti ad un solo numero, ma se tale numero diventasse nella sua massima riduzione, 11 o 22 questi, rimangono tali.. e, il numero 11 ha come caratteristica la forza la giustizia, quindi è pieno di energia che, se venisse usata male porta alla rovina, ma se tale energia ha un uso corretto porta alla giustizia ».
Dopo questa breve sosta tra i numeri proseguiamo nella rassegna WEB da Ladysilvia National Network made in Italy.
Diamo uno sguardo on-line, per avere una visione d'insieme, raccogliendo alcuni titoli web, che parlano del caso Sme . Lo facciamo per dovere di cronaca e, per confrontare le opinioni dei principali media web... per essere esatti alcuni di essi.. in quanto non basta una notizia per raccogliere tutto quindi ci limitiamo ad alcuni di questi senza togliere nulla a coloro che non verranno citati..
Processo Sme da, Wikipedia, l’enciclopedia libera. Il processo SME è una complessa vicenda giudiziaria riguardante la mancata vendita della SME, che era il comparto agro-alimentare dell’IRI, alla CIR di Carlo De Benedetti. Lo svolgimento del processo è stato di particolare interesse presso l’opinione pubblica data la rilevanza politica degli imputati, tra i quali Silvio Berlusconi e Cesare Previti.
La vicenda SME risale al 1985, quando l’IRI e la Buitoni (società appartenente al gruppo CIR) raggiunsero un'intesa per la vendita della SME ad un valore ritenuto, secondo alcuni, inferiore rispetto a quello di mercato[citazione necessaria].

Il valore venne stabilito in 497 miliardi di lire, corrispondente al 64% della società stessa in mano all’IRI, da una perizia del professor Roberto Poli (all’epoca docente di ragioneria generale presso l’Università Cattolica di Milano). Una perizia successiva effettuata dal professor Luigi Guadri (all’epoca rettore dell’Università Bocconi) confermò la stima di Poli.
Le perizie private fatte dalla controparte e presentate successivamente durante lo stesso processo, attestarono un valore commerciale della SME pari a 470 miliardi secondo la Ferrero (in cordata per l’acquisizione della SME con la Barilla e la Fininvest) e 490 miliardi secondo la perizia della stessa Barilla, quindi, in realtà , la cifra chiesta e accettata dalla commissione bilancio presieduta da Paolo Cirino Pomicino era addirittura superiore di 27 miliardi in un caso e di 7 nell’altro.
Altre ditte erano però interessate alla trattativa: oltre alla cordata Barilla-Ferrero-Fininvest, la Lega delle Cooperative, Unicoop e la Cofima (gruppo di imprenditori meridionali), e l’accordo con la Buitoni fu ritenuto non vincolante.
La Buitoni di De Benedetti quindi citò l’IRI in giudizio davanti al Tribunale di Roma, ma il ricorso della Buitoni non fu accolto nei tre gradi di giudizio.
Il processo SME nasce il 9 Marzo 2000 al Tribunale di Milano dal sospetto che la corte di Roma fosse stata influenzata attraverso il versamento di tangenti al capo dei GIP Renato Squillante e al giudice Filippo Verde, presidente del Tribunale, da parte di Silvio Berlusconi (proprietario della Fininvest), Cesare Previti e Attilio Pacifico (all’epoca legali della Fininvest) «it.wikipedia.org» Appello Sme, corte Milano riunita per verdetto su Berlusconi «Reuters Italia»


Silvio Berlusconi
I giudici della Corte d'Appello di Milano si sono riuniti in camera di consiglio per mettere a punto la sentenza di secondo grado nei confronti dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, imputato nel processo stralcio per la vicenda Sme per corruzione in atti giudiziari. Lo riferisce una fonte giudiziaria. La procura generale lo scorso 26 marzo aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione per il leader di Forza Italia. I legali di Berlusconi, Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, hanno chiesto che il processo ricominci da capo sostenendo che l’atto di citazione è nullo a causa di un errore di notifica
Sme: Berlusconi assolto per non aver commesso il fatto « Il Giornale di Enrico Lagattolla - sabato 28 aprile 2007 » Assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari. Di più, assolto con formula piena per entrambi i capi d'imputazione. Oltre undici anni di odissea evaporati nella sentenza d'appello del tribunale di Milano. Non fu Silvio Berlusconi a tenere «a libro paga» il giudice romano Renato Squillante, nè fu lui a pagare 100 milioni di lire per pilotare la compravendita della «Sme». Così stabiliscono i giudici della seconda Corte d'appello, dopo poco più di tre ore di camera di consiglio.

Il tribunale, dunque, assolve l’ex premier «perché manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova che il fatto sussite, o che l 'imputato lo ha commesso» (comma 2 dell 'articolo 530 del codice di procedura penale) in relazione al cosiddetto «bonifico orologio », quei 434mila dollari che - secondo la Procura - uscirono da un conto riconducibile alla Fininvest in Svizzera (il conto «Ferrido», foraggiato da «All Iberian»), transitati su un conto di Cesare Previti («Mercier»), per arrivare al giudice romano Renato Squillante («Rowena»). In altri termini, è accertata la corruzione ma non la responsabilità dell 'ex premier. Che, per lo stesso capo d'imputazione, era stato prosciolto in primo grado con il riconoscimento delle attenuanti generiche e il reato estinto per intervenuta prescrizione.
Assoluzione «perché il fatto non sussiste», invece, in riferimento al cosiddetto «bonifico Barilla»: 100 milioni di lire intascati da Squillante nel 1988 che - secondo la tesi del procuratore generale Pietro De Petris - sarebbero transitati da un conto di Pietro Barilla, attraverso Cesare Previti, per bloccare l’accordo tra Romano Prodi e Carlo De Benedetti sulla compravendita del colosso alimentare di Stato. Ed era stato lo stesso Pm d'appello a chiedere di scagionare Berlusconi per quest'ultima accusa, motivando che gli altri imputati (tra cui l’ex giudice romano Filippo Verde) erano stati assolti in primo e secondo grado. Per il «bonifico orologio», invece, De Petris aveva chiesto che l 'ex premier fosse condannato a 5 anni. Una richiesta disattesa dalla Corte: Berlusconi non fu - come sostenuto dal Pg nel corso della requisitoria - il «motore della corruzione».

Sme, Berlusconi assolto: «Non ha commesso il fatto» « L ’Unità Pubblicato il: 27.04 » I giudici della seconda corte d'appello hanno assolto Silvio Berlusconi dall’accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d'accusa l’assoluzione, in base all’art.530 comma 2 (la vecchia formula dell’insufficienza di prove) è nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi per questo capo di imputazione era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche.
Processo Sme, assolto Berlusconi « RAINEWS24 » - Silvio Berlusconi assolto "per non aver commesso il fatto" , ai sensi dell’articolo 530 comma II del codice di procedura penale, che impone al giudice di assolvere quando "manca,- è insufficiente o- è contraddittoria la prova".
Dodici anni di attesa per una sentenza di assoluzione piena che "è arrivata solo adesso". Con queste parole Silvio Berlusconi ha commentato con i suoi la sentenza della corte d'appello del tribunale di Milano.- 
Caso Sme: Forza Italia Esulta Per La Vittoria Di Berlusconi « LSNN 28 Aprile '07» Ieri con la sentenza di assoluzione per Silvio Berlusconi nel processo Sme, sembra che finalmente sia terminata la facenda persecutoria ai danni dell’on. Silvio Berlusconi. Seguono i commenti. Giro: ora Berlusconi merita monumento e medaglia. “Adesso dovrebbero costruire un monumento a Silvio Berlusconi e dargli una medaglia, perché i fatti hanno dimostrato non solo che le accuse che gli venivano rivolte erano assolutamente infondate, ma anche che nell 'operazione Sme c'era qualcuno che lavorava per svendere e non per valorizzare una realtà aziendale italiana che andava sostenuta e rilanciata. ” Lo ha affermato Francesco Giro, deputato di Forza Italia.

SME: BERLUSCONI ASSOLTO, PER UN REATO È PRESCRIZIONE « ANSA 12 Ottobre ’04 »
MILANO - Assoluzione con varie formule e prescrizione. Nessuna condanna a otto anni, come aveva invece chiesto il pm Ilda Boccassini, per quello che aveva definito l’ ''imprenditore Berlusconi'' e ''una persona che ha mentito al popolo italiano'', quando rese le dichiarazioni spontanee durante il processo Sme.
Al termine di una camera di consiglio durata 31 ore il presidente della prima sezione penale, Francesco Castellano e i giudici a latere, Fabiana Mastrominico e Stefania Abbate hanno deciso che per quel versamento di 434 mila dollari (500 milioni di lire) del 6 marzo del '91 da un conto Fininvest a uno di Cesare Previti a uno dell’ex capo dei gip di Roma Renato Squillante (che nel processo principale fu condannato a otto anni per corruzione in atti giudiziari) debba dichiararsi prescritto. E questo è stato possibile qualificando il fatto come corruzione semplice e non in atti giudiziari (cosa chiesta anche dal pm Boccassini) e dalla concessione delle attenuanti generiche. Cosi' i tempi della prescrizione si sono dimezzati: da 15 a sette anni e mezzo; reato estinto per prescrizione nel settembre del '98.
Per il resto Berlusconi è stato assolto, o con formula piena, oppure in base all’articolo 530 comma II del codice di procedura penale che impone al giudice di assolvere quando ''manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova''. Cosi' è stato per quel bonifico, contenuto sempre nel capo A d'imputazione, del 26 luglio dell’88 di un miliardo di lire da un conto di Piero Barilla sul Mercier di Previti e del quale 100 milioni, per la Procura, finirono sempre a Squillante. Berlusconi per questo episodio va assolto per non aver commesso il fatto, mentre i suoi coimputati sono stati condannati nel processo principale. Per le due presunte consegne di denaro raccontate da Stefania Ariosto, avvenute a suo dire nella casa di via Cicerone di Previti e al Circolo Canottieri Lazio, l’assoluzione è con formula piena e, anche in questo caso, per non aver commesso il fatto.
Silvio Berlusconi assolto, « italiamiga.com.br » Silvio Berlusconi è stato prosciolto per avvenuta prescrizione da uno dei capi di imputazione al processo Sme. Assoluzione con formula piena per gli altri capi di imputazione.
"È una decisione sostanzialmente soddisfacente". Questo il commento dell’avvocato della difesa di Berlusconi Nicolò Ghedini subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza della prima sezione penale del tribunale sul caso Sme. "Riteniamo però che ci dovesse essere una assoluzione piena per tutti i capi di imputazione. Del resto Berlusconi è stato assolto per la vicenda Ariosto, è stato assolto per la vicenda Sme, mentre per la vicenda di 134mila dollari incassati da Squillante e per la quale è scattata la prescrizione con la concessione delle attenuanti generiche, i giudici non sono entrati nel merito ma hanno deciso nel rito".
All Iberian: Berlusconi assolto, o quasi. « Il falso in bilancio non è un reato »
Giustizia. Si chiude l’inchiesta sugli illeciti Fininvest. Resta aperto lo stralcio dell’inchiesta collegato alle indagini sui diritti Mediaset.
La notizia è buona per i titoli dei giornali: “Silvio Berlusconi esce dal processo All Iberian perché il fatto non è previsto dalla legge come reato ”. Che tradotto significa, prima le urla di giubilo dell’ inseparabile Gaetano Pecorella ( “è una sentenza dovuta, se il falso in bilancio non crea effetti nocivi di qualche rilievo non merita di essere punito ”, ha detto) e poi quelle di gran lunga più amare dell’opposizione che, come da copione, non commenta le sentenze, ma regala ai microfoni delle agenzie qualche sconsolata riflessione: “ci auguriamo che nessuno abbia più il coraggio di negare leggi ad personam”, ha detto Giuseppe Fioroni (segue alla fonte.. )
«29 settembre ’05, di Carmen Ruggeri » da girodivite.it
La Redazione Ladysilvia