(AGI) - Pechino, 12 mag. - È stata di 7,5 gradi sulla scala aperta Richter, e non di 7,8 gradi, l’intensita' massima raggiunta dal terremoto che ha colpito in giornata la provincia sud-occidentale cinese del Sichuan: lo ha precisato il Centro di Controllo Geologico degli Stati Uniti, confermando che l’epicentro del movimento tellurico è stato localizzato appena 92 chilometri a nord-ovest di Chengdu, capoluogo provinciale, e a una profondita' di 29 chilometri nel sottosuolo. La scossa sismica è stata tanto potente da essere avvertita anche a Pechino e a Shanghai, dove gli edifici più alti hanno oscillato a lungo e sensibilmente, scatenando il panico tra gli abitanti; nella capitale cinese non si sono comunque registrati danni materiali degni di nota, e la metropolitana non ha smesso di funzionare. Scene di tensione analoghe a distanze persino superiori come in Vietnam, ad Hanoi, e a Bangkok, 3.300 chilometri più a sud: nella metropoli thailandese i grattacieli hanno tremato per ben sette minuti. Intatta comunque in Cina la colossale Diga delle Tre Gole, ancora in via di completamento, che sorge lungo il corso del Fiume Azzurro, nella non lontana provincia centrale dello Hubei: il peso della massa d'acqua contenuta nel gigantesco bacino del discusso impianto idrico, a detta degli esperti, è tale da accrescere il pericolo di forti attivita' sismiche nella regione.
CINA: TERREMOTO NEL SICHUAN, ALMENO 10.000 MORTI
PECHINO - (ANSA) di Beniamino Natale.
Sono "molte migliaia" secondo il governo di Pechino, le vittime del terremoto di 7,6 gradi Richter che ha scosso oggi una vasta regione della Cina sud occidentale. I morti sarebbero più di 10.000 nella sola regione del Sichuan, quella più direttamente colpita, al confine con il Tibet. La cifra è stata fatta da fonti ufficiali quando mancavano i dati da alcune delle zone più vicine all’ epicentro, che i soccorritori ancora non avevano raggiunto.
In una sola contea, quella di Beichuan con oltre 150.000 abitanti, ci sono stati 10.000 feriti e l’80% degli edifici è distrutto, secondo l’agenzia ufficiale Nuova Cina. È il più grave sisma da 32 anni, dopo quello del 1976 che fece ufficialmente oltre 240.000 morti nella città di Tangshan, nella regione dell’Hebei (Nord ovest).
Vittime ci sono state sicuramente nelle regioni dello Shaanxi, Gansu e a Chongqing, che con i suoi 30 milioni di abitanti è uno degli agglomerati urbani più grandi del mondo. Notizie di scuole, ospedali, fabbriche che sono crollati seppellendo migliaia di persone sotto le macerie - il sisma ha colpito in pieno orario di lavoro e di lezioni - continuano ad arrivare da varie parti della Cina.
La furia della natura si è scatenata poco prima delle 14:30 locali (le 08:30 italiane) con epicentro nella località di Wenchuan, circa 100 chilometri a nord del capoluogo Chengdu, a una profondità di diversi chilometri. Il colpo è stato fortissimo, di 7,8 Richter secondo gli ultimi dati dell’Ufficio sismologico cinese.
Hanno fatto seguito più di 300 scosse di assestamento che hanno portato a scena di panico in diverse città della Cina. Anche nella capitale Pechino, ad oltre 2.000 chilometri di distanza, la terra ha tremato per due o tre minuti, inducendo gli impiegati che lavorano nei grattacieli del centro a precipitarsi nelle strade. La scossa si è sentita in posti ancora più lontani come Shanghai sulla costa orientale della Cina, Hong Kong su quella meridionale e addirittura in paesi vicini come la Thailandia ed il Vietnam.
Almeno due grossi impianti chimici nella zona di Shifang sono andati distrutti, seppellendo centinaia di operai e lasciando uscire un liquido inquinante che ha costretto a evacuare migliaia di persone. Le autorità si sono affrettate ad assicurare che la gigantesca diga delle Tre Gole, che si trova lungo il corso dello Yangtze, il fiume che taglia in due il paese scorrendo in una serie di regioni tra cui il Sichuan, non ha subito danni. Cinque centrali elettriche sono state chiuse. I primi soccorritori arrivati sul posto hanno riferito che tutta la strada che da Wenchuan arriva al più grosso centro abitato dell’area, Dujiangyan, è stata distrutta dal sisma, rendendo più difficile il compito degli oltre 6.000 uomini dell’ Esercito di Liberazione Popolare mandati a soccorrere la popolazione.
Nella stessa Dujiangyan 900 studenti sono stati seppelliti sotto le macerie della loro scuola, e almeno 50 di loro sono morti secondo Nuova Cina; inoltre è crollato un ospedale. I danni sono tali che in molte zone ci sono località inaccessibili, che i militari stanno cercando di individuare e di raggiungere con gli elicotteri. Il presidente Hu Jintao ha decretato la mobilitazione generale per fare fronte alle conseguenze del sisma, mentre il suo "numero due", il primo ministro Wen Jiabao, è accorso sul posto.
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