SCANDALO WOLFOWITZ: CRESCE PRESSIONE PER DIMISSIONI PRESIDENTE BANCA MONDIALE

Nepotismo, «Consuetudine a favorire i propri parenti a cariche onorevoli» Paul Wolfowitz e le dimissioni indotte.

Italia: Milano, Misna su Ladysilvia; Se Paul Wolfowitz sceglie di lasciare la presidenza della Banca Mondiale, gli Stati Uniti potranno decidere il suo successore: è questa, secondo indiscrezioni pubblicate oggi dal New York Times , il compromesso offerto dai governi europei per uscire dalla delicata situazione in cui versa l’istituzione finanziaria internazionale e che rischia di minarne la credibilità , dopo che il suo presidente, accusato di nepotismo, si è rifiutato di dimettersi.

Secondo il quotidiano statunitense, la proposta degli europei mira a convincere Washington a fare pressioni sul suo pupillo affinchè torni sulle sue decisioni e si dimetta. Wolfowitz è stato accusato di avere indebitamente favorito la sua compagna e funzionaria della Banca Mondiale in qualità di esperta per il Medio Oriente, Shaha Riza, dandole una promozione e più che triplicandone lo stipendio fino a quasi 200.000 dollari. La Riza è stata in un secondo momento distaccata presso il Dipartimento di Stato americano pur restando sul libro paga della Banca Mondiale.

A Wolfowitz, che ha fatto della lotta alla corruzione nei paesi in via di sviluppo uno degli obiettivi dichiarati della sua gestione della Banca Mondiale iniziata nel 2005, sono stati contestati anche alcuni presunti comportamenti poco chiari in favore del suo stretto entourage di collaboratori.

Novità di ieri, inoltre, sono state le dimissioni di uno dei suoi principali consiglieri, Kevin Kellems, il quale ha dichiarato che, allo stato attuale, gli impossibile portare avanti il suo lavoro con efficacia. Intanto, c’è grande attesa per la decisione finale sul caso da parte della commissione disciplinare nominata dal direzione generale della Banca Mondiale, una decisione che rischia di spezzare il vertice dirigenziale dell’istituzione finanziaria internazionale e che potrebbe essere resa nota venerdì.

Sempre secondo indiscrezioni pubblicate dal quotidiano newyorkese, nel suo rapporto finale inviato a Wolfowitz la commissione avrebbe concluso che la decisione di promuovere e aumentare lo stipendio della sua compagna rappresenta un conflitto d’interesse e una violazione delle norme interne alla Banca Mondiale. [BF]

La Redazione