Il ministro per le Attività produttive Marzano ha presentato il 22 aprile scorso il primo rapporto sull’andamento delle tariffe Rc auto nel periodo dal primo trimestre 2001 al primo trimestre 2004.
Il rapporto è stato elaborato dal Comitato degli esperti in materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, istituito con la legge 273 Art. 21 di riforma del settore del 12-12-2002, presieduto dalla professoressa Lucia Vitali e composto da quattro esperti docenti in discipline assicurative.
I dati del rapporto evidenziano che dalla fine del blocco delle tariffe si verifica il cosiddetto "effetto fionda", nella forma di un aumento delle tariffe medie rispetto a ciascun trimestre precedente: così, nel secondo trimestre 2001 l’aumento per l’Rc auto è stato del 14,7%, nel terzo del 16%, nel quarto del 16% e nel primo trimestre 2002 addirittura del 18,5%. Gli incrementi intervenuti nel secondo, terzo e quarto trimestre 2002 sono stati minori e tuttavia sempre molto sostenuti (9,9%; 9,6%; 9,1%).
Nel corso del 2003, si cominciano a registrare gli effetti della legge di riforma del settore del 12-12-2002 e, più avanti, del protocollo d'intesa del 5-5-2003, promosso dal ministero delle Attività Produttive e sottoscritto dall’Ania e dalle associazioni dei consumatori più rappresentative. I dati evidenziano infatti una netta riduzione delle variazioni tariffarie, che scendono al 7,7%; 5,8%; 3,8%; 2,7%; 1,8% per ciascun trimestre dal primo del 2003 al primo del 2004. Si aggiunga che i tassi di variazione delle tariffe diventano, per la prima volta da anni, inferiori o in linea con l’indice generale dei prezzi dal quarto trimestre 2003.
Primo Rapporto tariffe RC Auto
Il Comunicato stampa
Il Comitato degli esperti in materia di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, istituito con la legge 273 Art. 21 di riforma del settore del 12-12-2002, presieduto dalla professoressa Lucia Vitali e composto da quattro esperti docenti in discipline assicurative, ha presentato il primo rapporto sull’andamento delle tariffe Rc auto nel periodo dal primo trimestre 2001 al primo trimestre 2004.
Il lavoro è basato su dati ufficiali dell’organo di vigilanza Isvap e dell’istituto nazionale di statistica Istat.
Il rapporto mette in evidenza come il periodo in esame possa essere suddiviso in diversi segmenti (vedi grafico 1). In una prima parte, si registrano gli effetti della fine del blocco delle tariffe, terminato il 31 marzo del 2001.
Dalla fine del blocco si verifica il cosiddetto "effetto fionda", nella forma di un aumento delle tariffe medie rispetto a ciascun trimestre precedente: così, nel secondo trimestre 2001 l’aumento per l’Rc auto è stato del 14,7%, nel terzo del 16%, nel quarto del 16% e nel primo trimestre 2002 addirittura del 18,5%. Gli incrementi intervenuti nel secondo, terzo e quarto trimestre 2002 sono stati minori e tuttavia sempre molto sostenuti (9,9%; 9,6%; 9,1%).
Nel corso del 2003, si cominciano a registrare gli effetti della legge di riforma del settore del 12-12-2002 e, più avanti, del protocollo d'intesa del 5-5-2003, promosso dal ministero delle Attività Produttive e sottoscritto dall’Ania e dalle associazioni dei consumatori più rappresentative. I dati evidenziano infatti una netta riduzione delle variazioni tariffarie, che scendono al 7,7%; 5,8%; 3,8%; 2,7%; 1,8% per ciascun trimestre dal primo del 2003 al primo del 2004. Si aggiunga che i tassi di variazione delle tariffe diventano, per la prima volta da anni, inferiori o in linea con l’indice generale dei prezzi dal quarto trimestre 2003.
Analoghe osservazioni si possono formulare a proposito delle tariffe Rc moto (vedi grafico 2).
Quanto a livello assoluto (non più quindi i tassi di variazione) delle tariffe medie per gli assicurati più virtuosi (massimo sconto), si osserva nel grafico 3 che nel periodo successivo alla riforma e al protocollo d'intesa il loro livello è rimasto sostanzialmente immutato.
Infine, il Comitato, in attuazione delle disposizioni della legge di riforma, ha analizzato le variazioni delle tariffe in 21 capoluoghi di provincia dal primo gennaio 2003 al primo gennaio 2004, riscontrando che in 14 delle 21 città si sono verificate riduzioni, e altre due sono rimaste sostanzialmente stabili.
Il ministro Marzano, in conclusione, ha voluto mettere in evidenza tre punti:
- le famiglie hanno effettivamente subito, soprattutto nel periodo dall’aprile 2001 al dicembre 2002, incrementi eccezionali delle tariffe;
- il governo ha ereditato questa situazione, essendo essa dovuta alla fine del blocco, avvenuta subito prima che entrasse in carica. l’esecutivo è quindi subito intervenuto (l’iter della legge di riforma dell’Rc auto è iniziato nel novembre 2001) e, con il varo della legge di riforma del settore (12-12-2002) e con il protocollo d'intesa consumatori-Ania (5-5-2003), effetti positivi si sono manifestati, nella forma di una netta diminuzione dei tassi di variazione a partire dall’inizio del 2003;
- il mercato appare dunque orientato, grazie agli anzidetti interventi, verso incrementi molto contenuti e inferiori al tasso d'inflazione, secondo una tendenza che si può auspicare sarà ulteriormente rafforzata, con la collaborazione delle compagnie assicurative, grazie alla diminuzione, a sua volta tendenziale, dei sinistri.
Occorre inoltre precisare che i dati resi noti di recente da alcune associazioni dei consumatori, secondo cui si sarebbero verificati aumenti del 20% e oltre, sono frutto di errori nelle rilevazioni e di confronti non omogenei.
Gli ultimi dati Isvap, riferiti al periodo immediatamente successivo a quello preso in esame dal rapporto (dal primo gennaio 2004 a oggi), evidenziano che gli automobilisti virtuosi hanno registrato un calo delle tariffe dell’1,7%, mentre la variazione tariffaria per i diciottenni è rimasta molto al di sotto del tasso d'inflazione (in media si tratta dell’1%).
Infine, il ministro Marzano auspica non solo la collaborazione nel senso detto delle compagnie, ma anche una piena consapevolezza da parte di quelle associazioni dei consumatori che hanno firmato il protocollo d'intesa di quanto siano stati positivi gli effetti degli interventi compiuti, a dispetto delle disinformazioni propalate da associazioni che perseguono obiettivi politici.
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