19/10/2008 - Roma - “E’ una notizia che ci ha colti di sorpresa oltretutto ad appena due settimane dall’inaspettato successo elettorale del politico austriaco”. Questa la reazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, all’improvviso annuncio della scomparsa di Joerg Haider, leader del partito di estrema destra Bzoe (Alleanza per il futuro dell’Austria), gruppo vincitore delle ultime elezioni politiche. “Esprimo profondo cordoglio per la perdita di una vita umana facendo anche le mie sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari " dichiara De Pierro - d’altro canto apprendo questa notizia come un fatto estremamente positivo per il processo evolutivo nel campo del riconoscimento dei diritti umani che Haider, con la sua politica razzista e xenofoba, aveva fortemente penalizzato. Oltretutto suscitando pericolosi rigurgiti reazionari di stampo filonazista con un condizionamento delle coscienze più giovani anche verso episodi di violenza gratuita”.
In effetti era stato proprio lui, nel corso della sua densa e partecipe attività politica, a rendere manifesta la sua pericolosa simpatia per il nazismo e a farsi portavoce di una ragione di stato che è riuscita, secondo una logica sfrontata e inammissibile, a calpestare i diritti fondamentali del suo popolo. L’elogio della politica di occupazione del Terzo Reich, il tributo ai reduci delle Waffen SS e l’espressione “campi penali” usata in maniera del tutto consapevole in riferimento ai campi di concentramento nazisti “lo hanno reso responsabile " come dice De Pierro - delle sanzioni bilaterali imposte all’Austria dall’UE”.
“Anche nel nostro paese " aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti " avvertiamo la presenza di frange parlamentari ed extraparlamentari, spesso orbitanti intorno al movimento politico della Lega Nord, che, per quanto gravemente possano tracciare linee razziste, non arriveranno mai alla spietatezza praticata dal leader austriaco che ha avuto il primato di elevare tutto all’ennesima potenza”. Poi sposta l’attenzione sull’attuale situazione politica italiana e ammonisce così il partito leghista: “Il nazionalismo di Haider lo ha posto in una condizione sicuramente più condivisibile rispetto a quella della Lega che, al contrario, ha rivolto le sue mire di intolleranza razziale anche verso gli stessi connazionali di altre regioni”.
Inoltre De Pierro esprime la sua incredulità sulle dinamiche dell’accaduto dichiarando apertamente di non credere nel modo più assoluto che la morte di Haider sia stata causata da un incidente. “ Ci sono troppe ombre di dubbio sull’episodio " dichiara " che fanno prevedere la nascita di un nuovo giallo internazionale che difficilmente, com’ è successo per tanti altri, sarà risolto”. “ In Italia di cose del genere ne sappiamo qualcosa - conclude con tono sarcastico e provocatorio - quest’ultimo trentennio di storia sarebbe completamente da riscrivere, in quanto rappresentato da verità dimezzate a causa della scomodità del reale divenire storico degli eventi. Mi auguro che qualcuno, ben informato e ancora in vita, avvertendo le ombre pesanti della coscienza, si decida finalmente a parlare”.
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