Emanuele Filiberto di Savoia al Parlamento

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Oggi a Milano, presso il Circolo della Stampa, un raggio di luce ha acceso le speranze dei monarchici e degli italiani che ancora credono nei valori della società civile: Emanuele Filiberto di Savoia ha tenuto la Conferenza Stampa di presentazione della lista Valori e Futuro in cui è candidato per la Camera dei Deputati. La sua scelta è semplice ed equilibrata: candidarsi per gli italiani all’estero, una realtà che conosce sin da bambino e per la quale può quindi adoperarsi meglio; Ha parlato della questione della rete diplomatica, che a parer suo si potrebbe privatizzare per renderla più economica ed efficace e della questione sanitaria, che è molto sentita all’estero perché molti italiani residenti in Paesi stranieri, quando tornano in Italia, non sono coperti dall’assistenza sanitaria.

Le argomentazioni esposte sono state ovviamente molteplici, i giornalisti hanno posto domande di carattere tecnico e personale e c’è stata anche qualche domanda semiprovocatoria sulle solite questioni storiche, a cui il Principe ha risposto col dovuto equilibrio. Emanuele Filiberto ha detto limpidamente che non si sente pronto a candidarsi sul territorio nazionale ma che la sua candidatura all’estero potrebbe essere la palestra per una futura direzione politica in quel senso e questa parrebbe la scelta più saggia; ha poi anche detto di essere conscio del fatto che ci siano monarchici che non condividono la sua scesa in campo politico per il fatto che l’erede al trono dovrebbe essere “super partes” ma egli ha sottolineato il fatto che siamo nel 2008 e che oggi c’è la repubblica. Su questo punto sarà bene chiarire ai lettori che lo Statuto Albertino prevedeva che il Principe Ereditario divenisse senatore del regno a una determinata età e quindi, a parer mio, la sua candidatura rientra in un discorso tradizionale. Personalmente non condivido quanto da lui affermato sulla utilità delle centrali nucleari, perché il problema dei costi è solo la conseguenza del fatto che dopo il referendum sul nucleare le forze politiche non diedero il giusto impulso allo sviluppo delle centrali alternative ma si adagiarono comprando dalla Francia... non molti ricordano i giganteschi problemi delle scorie nucleari... che nessuno voleva... la Napoli di oggi, moltiplicato nucleare... Difatti le nostre scorie andavano nei Paesi del terzo mondo...

Comunque Emanuele Filiberto, sempre sulla questione nucleare ha affermato che “c’è stato un referendum”, quindi sembrerebbe che non sia intenzionato a riaprire il caso. Tra i vari interventi è stato toccante quello di un anziano ed energico monarchico che ha interpretato il pensiero di tutti coloro che non hanno ancora perso fede e speranza in un futuro migliore con una Corona, affermando che l’alternativa istituzionale non va dimenticata e che lo scellerato articolo 139 della costituzione deve essere abrogato per consentire al Paese una scelta. Personalmente, nonostante io sostenga fermamente il non voto, ritengo che gli italiani all’estero abbiano la fortuna di poter votare per una persona che può significare una svolta, perché lui non è un arrivista che vede nella politica un mezzo per uscire dall’ombra o un modo per far soldi, ma è una persona che crede ancora nell’Italia e nel concetto di Patria ed è quindi un raggio di luce nelle tenebre della politica.
Matteo Cornelius Sullivan