ROMA: In merito alle dimissioni del Presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, il decreto di "accertamento della sospensione", firmato dal presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, su proposta dei ministri dell’Interno e degli Affari Regionali, è un atto dovuto in adempimento dell’articolo 15 della legge n° 55 del 1990.
Dimissioni Cuffaro: nota su decreto sospensione
Il decreto di "accertamento della sospensione" nei confronti del Presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi su proposta dei ministri dell’Interno e degli Affari Regionali è un atto dovuto in doveroso adempimento dell’articolo 15 della legge n° 55 del 1990 che recita :
"sono sospesi di diritto dalle cariche coloro che hanno riportato una condanna non definitiva" per il delitto, tra altri, di cui all’art. 378 del Codice Penale in relazione all’art. 416 bis dello stesso codice.
Nel caso specifico il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Palermo ha trasmesso in data 22 gennaio 2008 al Commissario dello Stato presso la Regione Sicilia la sentenza dello stesso Tribunale ai sensi dell’articolo 15, comma 4-ter, della legge 55, che recita: “A cura della cancelleria del tribunale ”¦ i provvedimenti giudiziari che comportano la sospensione”¦sono comunicati al Commissario del Governo”¦il Commissario del Governo ne dà immediata comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri il quale, sentiti il Ministro per gli affari Regionali e il Ministro dell’Interno, adotta il provvedimento che accerta la sospensione”¦per la Regione Siciliana”¦le competenze del Commissario del Governo sono esercitate”¦dal Commissario dello Stato”¦”.
Le dimissioni del Presidente Cuffaro non risultavano, quindi, atto sufficiente ad interrompere un procedimento previsto dalla normativa vigente, in mancanza del quale si sarebbe potuto ipotizzare anche un’omissione da parte dello stesso Presidente del Consiglio dei Ministri.
Non esiste dunque alcuna motivazione politica, nè azione indotta da altri intendimenti se non il rispetto della legge.
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