Per aver voluto ufficializzare la sua conversione al cristianesimo nove anni fa l’egiziano Mohamed Hegazima, 25 anni, è stato condannato a morte da una fatwa islamica.
Questo simbolo della libertà religiosa in Medio Oriente, musulmano convertito al cristianesimo nove anni fa e sposato con una convertita, deve essere salvato.
Il peccato di questa giovane coppia è di aver chiesto alle autorità egiziane di registrare la loro nuova religione sulla carta d’identità per assicurare che il figlio che aspettano nasca cristiano, in un paese in cui i cristiani sono circa 10 milioni, in maggioranza copti.
Suad Saleh, preside della Facoltà di studi islamici e arabi dell’Università islamica di Al Azhar, ha legittimato con una fatwa la condanna a morte di Hegazi perché se ti converti e ti nascondi nelle catacombe potresti avere salva la vita, ma se hai la «sfrontatezza» di annunciarlo pubblicamente, allora devi essere ucciso. Il Grande Mufti Ali Gomaa, in un’intervista al Washington Post, ha risposto in modo assai ambiguo. A suo avviso chi si converte dall’islam a un’altra religione non commette un «grave peccato», tranne nel caso in cui la conversione costituisca una minaccia per la società . E sembra proprio che manifestare pubblicamente la gioia della fede in Cristo sia un pericolo da sanzionare con la morte.
Cinque università italiane (La Sapienza di Roma, il Pontificio Istituto Orientale di Roma, l’Orientale di Napoli, la Bocconi di Milano, l’Iuav di Venezia), il 15 giugno 2005, hanno sottoscritto un accordo di cooperazione con l’Università islamica di Al Azhar, con l’avallo del ministero degli Esteri. Oggi non possono tacere!
I Monarchici del CMI aspettano delle reazioni immediate di queste università e del governo a favore del rispetto della libertà religiosa, anche in Egitto.
I cristiani d’Egitto non possono essere abandonati!
Magdi Allam sul Corsera di oggi propone di adottare Mohamed Hegazima.
I Monarchici del CMI rispondono: sì !
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