ROMA - Basta conflitti, basta radicalizzazioni. È l’auspicio di papa Wojtyla, che in un messaggio ai vescovi augura all’Italia "concordia sociale e ricerca del bene comune". Identico appello, aprendo i lavori dell’assemblea della Cei, il cardinale Camillo Ruini rivolge alle forze politiche e sociali del Paese.
Nell’acuirsi dello scontro tra maggioranza e opposizione, tra magistratura e governo, tra sindacati e Palazzo Chigi, la Chiesa sembra aspirare al ruolo di pontiere e ammortizzatore. Alla nazione italiana Giovanni Paolo II chiede di "rafforzarsi interiormente e socialmente" anche per dare il proprio contributo alla costruzione di rapporti internazionali più giusti.
La relazione di Ruini alla riunione annuale dell’episcopato è fortemente ispirata all’intento di premere sulle forze politiche e sociali perché trovino l’accordo sui problemi più urgenti del Paese: dallo sviluppo del federalismo, al terrorismo, all’immigrazione, allo sviluppo economico-sociale. Perdurano in Italia, denuncia Ruini, non poche aree di conflitto "con forti tensioni fra maggioranza e opposizione", senza trascurare le fibrillazioni all’interno degli schieramenti. Bisogna evitare, insiste il presidente della Cei, di "spingere verso ulteriori radicalizzazioni". Per la Chiesa cattolica è meglio concentrarsi su un confronto serio sui problemi senza pregiudizi ideologici o propagandistici.
Due sono i temi-chiave su cui Ruini invoca una tregua e un cambio di atteggiamento tra i protagonisti in campo. Le questioni "particolarmente delicate che riguardano la giustizia e i rapporti della magistratura sia con gli altri poteri dello stato sia con le forze dell’ordine" e i problemi sociali. Per quanto riguarda la problematica dell’articolo 18 Ruini non da oggi si è smarcato dalle forze sindacali, anche da quelle di ispirazione cattolica, preferendo seguire una linea ispirata dal governatore della Banca d'Italia Fazio.
Ora che la temperatura del conflitto sta per risalire e riparte il duello tra Berlusconi e Cofferati, il cardinale-presidente rivela la sua preoccupazione di "uscire dal periodo di acute tensioni culminate nello sciopero generale del 16 aprile". La ricetta proposta dalla gerarchia ecclesiastica sta nel coniugare innovazione e forte senso di giustizia e solidarietà sociale, "evitando di isolare e assolutizzare - così suona la significativa sottolineatura del porporato - qualche singolo problema normativo o retributivo". (continua...)
Ultimi Articoli
Meteo del weekend e ora solare: temperature in calo, il 25 ottobre lancette indietro
M6 Milano, il 24 ottobre si apre il confronto con i cittadini sulla futura metropolitana
Lombardia, 900.000 euro per bande, cori e gruppi folk: domande dal 20 novembre
Lombardia, 20 milioni per l’accesso al credito di imprese e lavoratori autonomi
Lombardia, 1,1 milioni per eliminare le barriere architettoniche: previsti 263 interventi
Carlo Buccirosso in scena con “Qualcosa è andato storto!”
Ilze Brands Kehris nominata rappresentante speciale dell’UE per i diritti umani
Milano, il progetto STEP per il lavoro di 250 giovani: presentazione il 20 ottobre
Cucina italiana ad Atene, la Lombardia partecipa con quindici consorzi