Secondo il segretario della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), monsignor Giuseppe Betori, nell’ambito della campagna raccolta firme per il referendum abrogativo della legge sulla procreazione assistita “c’e’ stata una forzatura polemica in chiave antireligiosa”.
Non sappiamo cosa voglia intendere per “religione” il nostro monsignore, ma crediamo che voglia dire “Religione”, con la R maiuscola, cioe’ ”€œper lui- quella cattolica apostolica romana. Questo anche se sulla questione ci sono non poche religioni che si sono espresse in modo diverso da quella di Oltretevere. O esiste di nuovo una religione superiore rispetto alle altre? Dov’e’ finita l’opera di riconciliazione religiosa che la sua stessa Chiesa sta facendo da non poco tempo con tutte le diverse fedi?
Dove sia questa chiave antireligiosa, inoltre, pur facendo un enorme sforzo, non riusciamo a vederla. Cosi’ come non abbiamo neanche visto la chiave anticlericale. Ma abbiamo solo visto esseri umani che, malamente a nostro avviso, si sono confrontati su cosa possa significare la ricerca scientifica con le cellule staminali embrionali, su cosa possa significare dare la possibilità, con successo, di una fecondazione artificiale. E chi ha una diversa religione o chi non ha una religione, e sono entrambi favorevoli al referendum, sarebbero antireligiosi?
Forse religioso per il nostro monsignore e’ sinonimo di potere della religione? Se fosse cosi’, sicuramente una polemica in merito c’e’. Da parte di chi, religioso o meno, vuole impedire che questo potere impedisca a ognuno di essere se stesso, fin nella sua intimità e religiosità.
Se queste sono le premesse di un confronto e di una possibile convivenza tra diversi, siamo messi male. Perche’ ci sembra che la “forzatura polemica in chiave antireligiosa” venga proprio dalla parte che oggi accusa i fautori referendari.
Comunque vada questa vicenda del referendum, siamo pero’ tranquilli. perche’ sappiamo che non sono pochi, atei e religiosi, a cui non interessa questa forma di religiosità del monsignor Betori. E quindi non si faranno coinvolgere in questo triste tentativo di sfoderare un clima da crociate e di difesa del sentimento religioso, che’ e’ tutt’altro che in pericolo per colpa dei referendum. Secondo perche’ abbiamo una sponda di riserva, su cui poter ancora sperare: se in Italia nulla dovesse cambiare in materia, non siamo soli al mondo. Basterà per esempio andare nella cattolica Spagna o nel cattolico Belgio e trovare cio’ che qui la Chiesa piu’ importante dei cattolici ci avrà impedito.
Vincenzo Donvito
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