Etiopia / Misna su Ladysilvia; mentre Londra, attraverso un portavoce del primo ministro, ha fatto sapere di essere ancora impegnata a tentare di "stabilire i fatti", sulla stampa internazionale continuano a circolare voci, indiscrezioni e molte dichiarazioni sulla sorte dei cinque turisti (tre inglesi, un'italiana con nazionalità anche britannica e una francese) scomparsi la scorsa settimana nella regione dell'Afar, a nord-est dell'Etiopia.
Tra le dichiarazioni delle ultime ore spicca quella del ministro degli Esteri etiope, Seyoum Mesfin, secondo cui i cinque "sono sani e salvi". "Non possiamo rivelare il luogo dove sono tenuti perché metteremmo in pericolo la loro sicurezza", ha detto il ministro poche ore dopo che un capo degli Afar (il gruppo etnico che vive nell'omonima zona desertica al confine tra Etiopia ed Eritrea) ha fatto sapere che gli ostaggi "stanno bene" e si trovano nelle mani di un gruppo ribelle Afar attualmente "in Eritrea".
Asmara continua a smentire le accuse etiopi e ribadisce, come confermato anche dal ministero degli Esteri inglese nei giorni scorsi, di star collaborando intensamente con le autorità dei paesi interessati.
Ieri è stato lo stesso presidente eritreo, Isaias Afewerki, a smentire il coinvolgimento eritreo, sottolineando che "atti di questa natura non fanno parte della nostra cultura politica".
Una nota pubblicata dal ministero dell'Informazione di Asmara, infine, critica il governo etiope sottolineando che "invece di dare priorità a salvare le vite di civili pacifici è impegnato ad infangare l'Eritrea".
Il governo inglese, che sta gestendo l'intera vicenda, ha accolto con cautela le voci in circolazione sulla questione, ribadendo che ogni informazione viene valutata, ma che, come ha dichiarato anche il ministero degli Esteri italiano, "non ci sono prove dirette" sull'intera vicenda. In mancanza di prove, anche ricostruire i fatti diventa molto difficile. [MZ]
LA REDAZIONE - Ladysilvia it National Network