NEPAL / MISNA SU LADYSILVIA; Ad aprile è stato costretto a cedere il potere dopo tre settimane di sommosse popolari guidate dall’opposizione e appoggiate dai maoisti, a maggio è stato spossessato del titolo di supremo comandante dell’esercito e privato delle proprie prerogative da una risoluzione parlamentare, ora re Gyanendra rischia di perdere la sua ultima roccaforte: la propria effigie stampata sulle monete e banconote nepalesi.
Nelle banconote stampate dopo le proteste dello scorso aprile, appariva già senza corona e con un tradizionale copricapo indossato anche da ministri e parlamentari.
Adesso il suo volto sulle banconote da 10 rupie verrà sostituito dal profilo del monte Everest, o Sagarmatha (che vuol dire ’la cui fronte tocca il cielo’) come lo chiamano i nepalesi. In alternativa altri funzionari avevano proposto la figura in varie pose del Buddha, nato in Nepal oltre 2600 anni fa da una dinastia reale, ma “alcune organizzazioni religiose buddiste " ha riferito il ministro delle Finanze Ram Sharan Mahat " erano contrarie”. La scelta è perciò ricaduta sulla montagna più alta della terra con i suoi 8848 metri, sede " secondo tradizioni " della Madre degli dei.
Il volto di Gyanendra e del suo predecessore re Birendra verrà soppiantato anche sulle altre banconote da altri simboli geografici o storici del paese, come Bhrikuti, la principessa nepalese che sposò un imperatore cinese e divulgò l’arte, la cultura e l’architettura nepalese in Cina.
Per vedere le nuove banconote in circolazione bisognerà attendere circa cinque mesi. Intanto la banca centrale ha deciso di battere 300 milioni di nuove monete da due rupie che per la prima volta non solo non raffigureranno il volto dell’impopolare re, ma non riporteranno neppure la legenda ’Shri Panch Gyanendrà che vuol dire ’Gyanendra, re dei re’. Su un lato vi sarà invece un contadino che ara la propria terra, sull’altro l’amato monte Everest. [RC]
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