SOMALIA: SU LADYSILVIA: Le organizzazioni musulmane keniane hanno chiesto ai vertici della polizia di rilasciare tutti i musulmani, prevalentemente somali, arrestati nei giorni scorsi perché sospettati di avere legami col terrorismo internazionale, ma nei cui confronti non sono state depositate accuse formali.
Lo riferisce la stampa keniana, precisando che i vertici del Forum per i diritti umani deI musulmani, una delle principali organizzazioni degli islamici keniani, ha deciso di ricorrere per vie legali e presentare un ricorso in tribunale, dopo non aver ricevuto risposta a una serie di richieste avanzate nei giorni scorsi per ottenere chiarimenti su arresti e sparizioni.
Secondo l’organizzazione keniana, oltre 50 persone (ma altre fonti ritengono si tratti di non meno di un centinaio di civili, in maggioranza somali) sono trattenute illegalmente e senza alcuna accusa formale nei principali centri di detenzione della polizia nella capitale keniana. Tra questi fermati si troverebbero anche alcune donne, tra cui, secondo Al-amin Kimathi (co-presidente del Forum islamico keniano) la moglie di Fazul Mohamed, il presunto terrorista legato a reti internazionali e considerato responsabile degli attentati del ’98 alle ambasciate americane di Dar es Salaam e Nairobi. Fazul Mohamed sarebbe entrato in Kenya dalla Somalia, dove, secondo fonti di intelligence keniane e statunitensi (mai veramente dimostrate), operava a fianco delle Corti Islamiche.
Da settimane la polizia keniana ferma e trasferisce a Nairobi (solo mercoledì ne sono stati intercettati altri 5), i somali sospettati di essere collegati alle Corti Islamiche che individua lungo la frontiera.
Operazioni di polizia e rastrellamenti sono stati compiuti anche nel quartiere somalo di Nairobi. Nel mirino sempre presunti fiancheggiatori delle Corti.
Nei giorni scorsi, parlando a un incontro con alcune delegazioni italiane presenti al Foro sociale mondiale, l’inviato speciale del governo italiano per la Somalia, Mario Raffaelli, aveva detto: “nel quartiere somalo di Nairobi ogni sera la polizia compie dei raid e prende delle persone e non si sa che fine facciano queste persone.
La stessa cosa accade quotidianamente anche a Mogadiscio”. Almeno una trentina di somali arrestati in Kenya, a quasi tutti viene successivamente contestato l’ingresso irregolare nel paese, sono stati recentemente espulsi e rimandati a Mogadiscio, dove sono stati consegnati al governo di transizione che a fine dicembre ha strappato il controllo della capitale somala, e poi del resto del paese, alle Corti Islamiche. Un destino simile lo rischia anche Abukar Omar Aden, un ricco commerciante somalo (gestore del porto naturale di El Man e di una serie di più o meno leciti, ma lucrosi affari a Mogadiscio prima e durante il governo delle Corti) considerato il ’cassiere’ delle Corti Islamiche arrestato all’inizio del mese al confine somalo-keniano.
L’uomo - 72 anni, sulla sedia rotelle dal 2002 - è comparso ieri insieme al figlio di fronte a un tribunale di Nairobi che intende espellerlo dal paese perché entrato illegalmente. L’avvocato difensore è riuscito a ottenere una nuova udienza, lunedì prossimo, chiedendo che ad Aden venga concesso asilo politico, dal momento che se dovesse rientrare a Mogadiscio “la sua vita sarebbe in pericolo”. [MZ]
FONTE: MISNA
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