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DIETA FRUTTARIANA DELLE 3M - Sintesi

 
Estratto dal progetto 3m fruttariani. Un progetto esplicato in un documento di oltre 600 pagine, reperibile gratis nella rete "Specie Umana: progetto 3M"

Milano - Sappiamo bene che è impossibile esaurire in questo articolo in modo esplicativo e completo tutto ciò che dobbiamo sapere sulla dieta Fruttariana, ma è possibile comprendere quali passaggi primari possono essere compiuti per iniziare una dieta seria.
Il consiglio principale che indichiamo in questo articolo è prudenza, costanza, e intelligenza. Prima di iniziare una dieta di questo tipo ebbene comprendere cosa si intende per M. D. A e il motivo di tale classificazione.

Questa dieta Fruttariana basa il concetto sulla tossicità dei cibi, considerando come fattore primario il benessere del proprio corpo. Quindi detto questo iniziamo a spiegare il perché nella dieta si inizia al mattino con una Mela (M). La mela “mela stark biologica con la buccia mangiata a morsi”. A pranzo frutta dolce (D) per mantenere il corpo a tossicità quasi zero, e a cena (A) alcalinizzante, in quanto durante il riposo ilfisico ha tutto il tempo per smaltire le tossine accumulate durante la cena, preparando l’organismo alla colazione privo di tossine o quasi.

1) - colazione, (detto “M“=mela) completamente senza tossine aspecifiche,
2) - il secondo pasto (pranzo, detto “D“=frutta dolce)
3) - con tossine aspecifiche non forti, e solo alla fine, al limite, mai più di un pasto al giorno, il terzo pasto (cena, detto “A“=alcalinizzante) anche con eventuali tossine aspecifiche più forti (ecco, appunto, perché l’impostazione giornaliera si chiama “MDA“).

1. colazione: “M“= Mela [consumare da una a tre mele rosse (non meno di una e non più di tre; ognuna del peso medio commerciale di due etti; almeno biologica e consumata compreso la buccia; durante la mattinata, quando se ne sente più il bisogno)];

2. pranzo: “D“= frutta Dolce [consumare tre tipi di frutta dolce (di quantità a sazietà; più avanti si vedrà perché occorre unire più “cibi“ aspecifici nello stesso pasto; evitare la frutta acida per i motivi posdetti)];

3. cena: “A“= Alcalinizzante [consumare quasi esclusivamente i “cibi“ più alcalinizzanti (della fase “alimentare“ che si sta attuando, cioè onnariana, o vegetariana, o vegan, o vegan-crudista; l’impostazione della cena in ognuna di queste fasi è esposta più avanti in ogni relativo paragrafo, in cui sono già stati selezionati i “cibi“ più alcalinizzanti e come vanno solo minimamente alternati con quelli acidificanti].

La colazione va effettuata sempre assolutamente in questo modo anche perché la mattina abbiamo lo stomaco, l’intestino, il sangue, il sistema linfatico, ed addirittura almeno il grosso dell’organismo, letteralmente pulitissimi, proprio perché hanno avuto tutta la notte per digerire, assorbire ed assimilare tutte le sostanze della giornata precedente: è anche per questo motivo che la mattina ogni molecola che ingeriamo ha non solo un grado di assorbimento estremamente più alto che in tutto il resto della giornata, ma addirittura una conseguenza salutistica sul nostro organismo moltiplicata e potenziata persino di moltissime volte in negativo se il “cibo“ non è adatto alla nostra specie, ma, del tutto al contrario, invece, in positivo se il cibo è quello specie-specifico.

Di conseguenza la mattina (colazione) dobbiamo assolutamente sfruttare questa pulizia organica totale notturna per potenziare al massimo possibile tutte le straordinarie qualità e capacità molecolari della mela rossa (“M“) (possibilmente della varietà “Stark“, che, come vedremo meglio più avanti, ha la biochimica e fisiologia perfettamente adatte alla nostra specie).

Sempre per fare in modo che il massacrante bombardamento di tossine aspecifiche più forti non cominci subito già dal secondo pasto (il pranzo), e per tutti i motivi fondamentali appena predetti, ovviamente a pranzo è assolutamente fondamentale rimanere non solo fisiologicamente almeno quasi puliti, ma nutrirsi col quasi massimo grado di assorbimento, e potenziare di molte volte le conseguenze salutistiche positive del pranzo stesso consumando tre tipi di frutta dolce (“D“), (di quantità a sazietà), quindi, ad esempio, a scelta tra pere, banane, melone (esistono anche varietà invernali), pesche, kaki, fichi, uva, ciliege, albicocche, prugne, ecc.

• Impostazione giornaliera “MDA“: anche sulla cena (parte “A“).
Le varie fasi di perfezionamento “alimentare“ personale “MDA“, dalla fase onnariana “MDA“ alla fase vegan-crudista “MDA“, hanno i primi due pasti (“MD“= colazione e pranzo) di frutta (rispettivamente mela rossa e frutta dolce), ed il terzo (“A“= cena) che procede, tramite la posdetta scala di tossicità “alimentare“ (cioè dei “cibi“) (in base alla loro inadeguatezza fisiologica naturale con la nostra specie), verso la sempre minore tossicità dei cosiddetti “cibi“.
Quindi, come predetto, sia tra una fase e l’altra e sia all’interno della stessa fase, occorre sempre procedere con una gradualità che, nel dettaglio, è costituita dalla seguente scala di tossicità “alimentare“ (o dei “cibi“) [scendendo la scala decresce la tossicità (per la specie umana)]:

  • miele
  • semi:
  • legumi
  • cereali
  • semi oleosi
  • semi germinati
  • verdure:
  • funghi
  • germogli
  • radici
  • fusti
  • foglie
  • fiori
  • frutta:
  • frutta acida
  • frutta essiccata dolce
  • frutta essiccata ortaggio
  • frutta ortaggio
  • frutta grassa
  • frutta dolce
  • mela (verde, gialla, rossa).

Alcune precisazioni:

  • i prodotti animali (carnei e lattei) vanno eliminati (come vedremo meglio, sostituendoli dapprima con analoghi vegetali) il prima possibile (sempre con la predetta gradualità temporale), proprio per la loro tossicità estrema (come abbiamo visto anche nel capitolo relativo alla fisiologia comparata);
  • stessa identica cosa vale anche per i prodotti vegetali diversi da frutta (cioè semi e verdure), tenendo, inoltre, molto bene presente che:
  • il legume più tossico in assoluto è la soia, specialmente per la quantità massimamente distruttiva di proteine, per la potenza tossica estrema delle sue sostanze secondarie, e per la massima acidificazione (o ossidazione) del sangue;
  • i rimanenti legumi sono, per gli stessi motivi, comunque ancora altamente tossici, quasi come la soia stessa (moltissimi nutrizionisti ufficiali, persino a livello mondiale, definiscono i legumi addirittura “sostanze quasi peggio della carne“);
  • la forma più tossica in assoluto dei cereali è il seitan (e analoghi), specialmente per l’estrema quantità di proteine, di sostanze tossiche secondarie, e per la forte acidificazione del sangue;
  • ma tutte le altre forme (meglio se integrali) in cui si usano i cereali, hanno una tossicità solo di poco inferiore;
  • i cereali meno tossici sono il miglio e il riso;
  • i semi oleosi sono noci, mandorle, nocciole, ecc. (come vedremo meglio più avanti, il loro rivestimento esterno al guscio è “frutta secca“, ma, nutrizionalmente, noi mangiamo solo il seme);
  • i semi oleosi più tossici sono le arachidi (che, essendo anche legumi hanno tossicità ulteriore) e le mandorle, specialmente per le sostanze tossiche secondarie presenti; i semi oleosi meno tossici sono gli anacardi e le nocciole, specialmente per la relativamente minore quantità proteica, anche se, come per tutti i semi oleosi, è sempre in eccesso estremamente tossico;
  • la estrema tossicità dei semi oleosi è data anche (come dice il nome stesso) dalla estrema quantità di grassi, che, ad esempio, nella noce sono addirittura il 60%; [come si nota dalla suddetta scala di tossicità “alimentare“, i semi oleosi sono meno tossici dei cereali cotti, ma questo solo se consumati in minima quantità];
  • i semi germinati (da non confondere con i germogli), che sono spiegati meglio nel paragrafo relativo al vegan-crudismo (anche la loro preparazione), sono, ad esempio, avena, farro, grano, ecc. che (lasciandoli in umido) hanno solo germinato, cioè tirato fuori solo anche meno di un millimetro di radichetta e fusticino, però, proprio per questo, già morbidi al punto di poterli mangiare crudi, quindi con tutti gli infiniti vantaggi biochimici e fisiologici del crudo (anche se, ovviamente, persiste l’abbondanza di sostanze tossiche secondarie, tipica dei semi);
  • i funghi, per moltissimi motivi, sono le peggiori verdure. Innanzi tutto, hanno molte caratteristiche biologiche tipiche addirittura degli organismi animali (fisiologicamente specialmente l’eterotrofia, e anatomicamente diverse strutture anche cellulari); queste caratteristiche animali sono piuttosto accentuate, tanto che alcuni li hanno persino classificati in un regno a parte, cosa che, peraltro, non è scientificamente esatta in quanto, a rigore, le loro caratteristiche vegetali sono comunque sempre in estrema prevalenza (sono dei vegetali particolari, ma sono sempre dei vegetali, dei tipi particolari di piante; tra l’altro hanno un apparato radicale, da cui appunto si nutrono, un fusto, detto gambo, ed una sviluppo aereo superiore, detto cappello; da quest'ultimo producono l’analogo dei semi, che sono le spore). Tuttavia le predette caratteristiche animali dei funghi, fanno sì che la loro tossicità per la specie umana aumenti di molto rispetto proprio a tutte le altre verdure. I funghi hanno anche uno dei tipi peggiori in assoluto di nutrizione animale: in genere sono saprofiti, cioè si nutrono di cadaveri già in putrefazione e fermentazione, e nella migliore delle ipotesi sono parassiti, conferendo tutto ciò al loro organismo una fisiologia particolare, che aumenta ancora di molto la tossicità, specialmente per la nostra specie. Altra caratteristica negativa è la elevata percentuale proteica (che, come abbiamo visto, è l’unità strutturale che, anche in piccolo eccesso, ha la massima capacità organica distruttiva), la più elevata persino tra tutte le verdure. Addirittura, anche i funghi considerati meno tossici, quelli in commercio, hanno, proprio nella loro fisiologia naturale di base, ancora moltissime sostanze altamente tossiche per la specie umana, ed ogni giorno se ne scoprono delle altre. Una precisazione terminologica (sui funghi): il fungo che si usa normalmente è composto da una parte radicale (analoga delle radici, da cui appunto si nutre, detto anche corpo ipogeo, cioè sotterraneo), e da una parte aerea (gambo e cappello, analoghi rispettivamente del fusto e della chioma aerea, detti anche corpo sporifero, in quanto il cappello produce le spore, che escono da appositi fori posti sulla parte bassa del cappello stesso). Ora, per quanto riguarda il corpo sporifero (sporifero significa, appunto, “portatore di spore“, da “fero“= portare), non bisogna farsi confondere da un gergo botanico antico e del tutto inesatto, che lo chiamava con la dizione non solo fuorviante, ma addirittura del tutto opposta, “corpo fruttifero.
  • i germogli (pur essendo meno tossici dei semi, anche germinati) sono tra le peggiori verdure, specialmente per il relativo eccesso proteico e di sostanze tossiche secondarie (sono molto simili ai semi, in quanto appena derivati proprio da loro), ma le altre verdure hanno una tossicità solo di poco inferiore;
  • le radici sono, ad esempio, la carota, il ravanello, ecc.;
  • i fusti sono, ad esempio, il finocchio, il sedano, il cuore di palma, ecc.;
  • le foglie, ovviamente, sono, ad esempio, la lattuga, il cavolo, ecc.
  • i fiori sono, ad esempio, i cavolfiori, i broccoli, ecc.
  • all’interno delle singole categorie di frutta, gli esempi principali (sempre in ordine di tossicità decrescente, dal più tossico al meno tossico) sono:
    1. per la frutta acida: limone, arancia, ananas, kiwi, pompelmo, mandarancio, mandarino, ecc.

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: metabolismo glucidico e innesco del metabolismo del fruttosio.

Noi siamo l’unica specie animale ad avere un metabolismo glucidico perfettamente compatibile con un solo, esclusivo, tipo di carboidrato, il fruttosio [che ha sempre 6 atomi di carbonio come il glucosio (che, invece, sotto forma di amido, è tipico del metabolismo dei semi e di molte verdure) ma ha una struttura periferica infinitamente più metabolicamente efficiente e salutare].

Ebbene, nessun cosiddetto “alimento“ contiene fruttosio, a parte la frutta (e quasi nulle eccezioni), (si chiama fruttosio proprio per questo), ma tutti i frutti, come rapporto (quantitativo) glucosio-fruttosio, contengono sempre una spiccata prevalenza di glucosio rispetto al fruttosio (media mondiale 78% di glucosio e 22% di fruttosio), che, come stiamo per vedere meglio, è una condizione spiccatamente non salutare; l’unico frutto dell’intero pianeta che ha invece una prevalenza invertita (persino assoluta) del perfetto fruttosio rispetto al glucosio (e quindi una complementarità fisiologica assolutamente univoca con la specie umana) è sempre lei: la mela (rossa Stark), con il ben addirittura 92% di fruttosio, e solo appena 8% di glucosio.
Infatti, del tutto contrariamente al glucosio (e a qualsiasi altro carboidrato esistente), il fruttosio, ad esempio, per la specie umana:

  • è antidiabetico, in quanto addirittura non deve essere regolato dall’insulina;
  • il suo accumulo non favorisce la formazione di trigliceridi, e quindi di arteriosclerosi, ipertensione, infarto, ictus, ecc.
  • accelera la lisi (quindi eliminazione) dei chilomicroni, i dannosissimi globuli di grasso, specialmente trigliceridi, che circolano nel sangue, non consentendo la loro anche pericolosissima azione;
  • non dà alterazione ormonale, né del funzionamento cardiaco;
  • è anticrampo, visto che non consente la formazione di crampi (anche notturni) in quanto non ha bisogno della presenza della miofosforilasi (necessaria invece col metabolismo del glucosio), tanto che, pure dalla medicina sportiva, viene fortemente consigliato anche agli atleti;
  • proprio in maniera del tutto opposta al glucosio, non solo non è, nemmeno minimamente, cariogeno (non consente assolutamente la formazione medesima delle carie dentali), ma addirittura protegge i denti dalla carie stessa (agente totalmente anticarie), anche dal batterio streptococco mutans, ed altre patologie (piorrea, ecc.); inoltre insieme alla durezza strutturale della mela (unico frutto al mondo a struttura edibile molto dura), rinforza enormemente denti e gengive;
  • determina la durata massima del tasso glicemico ematico, consentendo anche la massima (come qualità e durata) sensazione di sazietà;
  • inoltre, il fruttosio, oltre a tante altre caratteristiche positive rispetto al glucosio e tutti gli altri carboidrati, ha una efficacia fisiologica massima solo per la specie umana anche perché, a parità di quantità rispetto al glucosio, il suo metabolismo produce oltre il 50 % di energia in più nel nostro organismo;

La mela, quindi, come carboidrato, contiene quasi solo il meraviglioso ed evolutissimo (anche proprio in termini di minima energia, e quindi massima efficienza salutistica) fruttosio, che è proprio, come abbiamo visto, assolutamente l’unico carburante adatto (specie-specifico), e quindi assolutamente perfetto (come abbiamo visto nel capitolo relativo alla paleoantropologia moderna, la co-evoluzione comporta necessariamente una perfetta complementarizzazione anatomo-fisiologica fito-zoologica) per la fisiologia glucidica della specie umana. Più avanti vedremo come proprio l’innesco del metabolismo del fruttosio determina enormi vantaggi fisiologici per l’intero organismo umano, anche in termini di massima energia fisica e massima lucidità e velocità mentale.

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: polifenoli: metabolismo primario antiossidativo, disintossicante, antipatologia ed antiinvecchiamento

Biochimica-fisiologia nutrizionale comparata; caratteristiche perfette, uniche al mondo, della mela: metabolismo generale

Cadaveri Animali. I CIBI MORTI.
I cadaveri animali (come carne, pesce , uova, ma anche latte e derivati -cibo assolutamente morto perché, come vedremo meglio più avanti, è componente ecosistemica aspecifica, ecc.), tra le altre caratteristiche negative, sono “la patria dei radicali liberi“ (veri e propri killer cellulari, proprio per la loro azione ossidativa); i cadaveri vegetali (come semi -tipo legumi, cereali, semi oleosi, ecc. e verdure), tra le altre caratteristiche negative, sono “la patria delle sostanze tossiche secondarie“ (molte sono ancora più killer cellulari degli stessi radicali liberi, in quanto hanno la precisa ed unica finalità biologica di uccidere -per difesa, proprio per questo si chiamano secondarie-), (addirittura anche con la verdura, pur avendo alcuni antiossidanti, prevale enormemente l’azione massacrante e del tutto ossidativa delle sostanze tossiche secondarie).

Assolutamente fondamentale da sapere: dannosità estrema della frutta acida (a cominciare dalle arance). Nei fruttariani i danni sono minori, ma più velocemente sintomatici perché più periferici
Un'altra cosa assolutamente indispensabile da sapere (che purtroppo ignorano ancora troppi fruttariani nel mondo, danneggiando così la loro salute e facendo, inoltre, in questo modo, cattiva pubblicità al fruttarismo, rallentandone anche enormemente la diffusione) è la seguente: il tipo di frutta più dannoso per la salute (in commercio, e soprattutto proprio per i fruttariani, anche perché, nutrendosi di sola frutta, e talvolta ancora credendo che la frutta acida sia adatta alla specie umana, ne consumano, anche in proporzione in maniera maggiore) è la frutta acida (ad esempio: arancia, mandarino, mandarancio, pompelmo, kiwi, ananas, limone, ecc.) anche perché, col tempo, porta specialmente a decalcificazione ossea, compreso quella dentale, in quanto, oltre ad essere esageratamente acidissima a livello orale, la frutta acida è soprattutto estremamente acidificante proprio esattamente a livello ematico (cioè del sangue) e generale177 (relativamente proprio ai valori medi omeostatici, sia diretti che indiretti), e questa acidificazione estrema generale costringe l’organismo a rialcalinizzare specialmente il pH ematico prelevando pure addirittura d'urgenza estrema il calcio anche da tutto il sistema scheletrico (e quindi anche dalla stessa struttura dentale, di cui fa parte)178.

Come vedremo anche meglio, i meccanismi patogeni innescati da arance e restante frutta acida sono dovuti ad innumerevoli sostanze altamente tossiche (per la specie umana), comprese la cadaverina, la putrescina, altre poliammine, ecc., che, nel loro complesso biochimico, portano non solo a forte acidosi ematica, ma addirittura a profonda ossidazione ipercomplessa che perdura persino se l’organismo è portato in alcalosi (ad esempio da altro tipo di frutta). Ora, e questo avviene ogni volta che mangiamo un'arancia, quando il sangue viene portato in acidosi (oppure in ossidazione iper-complessa, o entrambe) siccome, come predetto, non può assolutamente rimanervi, proprio perché, dopo un certo piccolo margine, è addirittura mortale, dopo l’ammortizzamento parziale della riserva alcalina del sangue stesso, si innesca immediatamente il ripristino graduale della riserva stessa; ma l’organismo purtroppo per ripristinare la nostra riserva alcalina ematica, e quindi per contrastare l’azione dell’acidosi, deve andare letteralmente a prelevare sostanze alcaline da altri organi, danneggiandoli enormemente. Dopo aver danneggiato, in questo modo, polmoni e reni, se ciò non è stato sufficiente, il sangue deve continuare a prelevare altre unità strutturali alcalinizzanti, e quella principale è il calcio. Ora, la “banca“ del calcio del nostro organismo è il nostro sistema scheletrico, dalle ossa ai denti, e, di conseguenza, con l’acidosi, in questo caso determinata dalla frutta acida, il sangue è costretto a prelevare quantità enormi di calcio proprio dalle ossa ai denti; siccome la struttura portante di questi ultimi è proprio costituita a base di calcio, togliendolo, non facciamo altro che forare letteralmente sia la struttura dentale (specialmente dall’interno, proprio a livello pulpare) e sia, parallelamente, delle ossa, avviandoci velocissimamente anche verso l’osteoporosi.

Occorre ricordare che la posdetta disintossicazione aspecifica (cioè dai “cibi“ |o sostanze| non specie-specifiche), (sia a livello di disintossicazione primaria che secondaria), come spiegato meglio nel capitolo relativo alla terapeutica moderna, può avvenire solo ed esclusivamente a pH 7,41 (disintossicazione aspecifica |solo fisioneutra|). Ora, siccome le tossine aspecifiche (sia all’esterno che all’interno del nostro organismo) sono sia le tossine aspecifiche acide (primarie o secondarie) che le tossine aspecifiche alcaline (primarie o secondarie) (altrettanto disastrose per il nostro organismo, come la maggioranza delle famose sostanze secondarie killer contenute nei cadaveri vegetali ancora denominati “semi e verdure“, a cominciare proprio dai massacranti alcaloidi secondari killer, prodotti esattamente per difesa dalle piante, ma anche molte sostanze alcaline altamente tossiche contenute naturalmente nei prodotti animali), di conseguenza, la disintossicazione aspecifica, che deve assolutamente espellere dal nostro organismo sia le tossine acide che le tossine basiche (contenute non solo in ogni “cibo“ aspecifico, ma addirittura sempre in dosi quantitative equivalenti, anche se i miliardi di loro reazioni chimiche in fase di digestione, assorbimento ed assimilazione possono dare risultati metabolici finali acidi o basici), deve essere assolutamente sempre fisioneutra (cioè a pH 7,41). Anche per questo motivo, proprio soprattutto in fase di disintossicazione aspecifica, specialmente il pH delle nostre urine deve essere assolutamente sempre fisio-neutro (sempre pH 7,41), ed assolutamente mai si deve innescare una intossicazione deperimentale acidotica diretta179 (dovuta pure alla posdetta ossidazione ipercomplessa) oppure una intossicazione deperimentale alcalodica diretta180, in quanto, entrambe (specialmente quella acidotica), come vedremo meglio più avanti, sono profondamente disastrose per il nostro organismo (anche in quanto sono intossicazioni aspecifiche potenziate dal deperimento organico dell’intero organismo). Quindi, in sintesi, come spiegato ulteriormente nel capitolo della terapeutica moderna, (anche a livello ematico) non solo sia lo stato acidotico che lo stato alcalodico bloccano totalmente qualsiasi disintossicazione, ma addirittura, in particolare, lo stato acidotico determinato dalla frutta acida e dal digiuno è una intossicazione aspecifica potenziata dal deperimento organico dell’intero organismo. In particolare, la frutta acida determina una intossicazione acidotica non chetonica, il digiuno una intossicazione acidotica chetonica, analizzate più avanti; inoltre, gli innumerevoli danni all’organismo che determinano, compreso tutte le anche enormi sofferenze che comportano, sono esattamente disastrose forme di intossicazione (chetonica o non chetonica).

l’osservabilità e riproducibilità di queste patologie si manifestano anche effettuando numerosissime CONTROPROVE SCIENTIFICHE, con i sintomi (e rilevazioni strumentali) negativi che (come SEMPRE è successo), più velocemente nel fruttarismo, COMPAIONO IN PRESENZA di frutta acida, e RISCOMPAIONO IN ASSENZA della stessa, PURE IN RIPETIZIONE CONTINUA DI QUESTA ALTERNANZA.
Ogni organismo può manifestare anche solo alcune delle predette patologie, in modo più o meno accentuato, spesso anche non in fase chiaramente sintomatica, ma il danno organico profondo è presente in assolutamente tutti.

FONDAMENTALE:
l’alcalinizzazione determinata dalla frutta grassa e frutta ortaggio,
mentre è appena abbastanza sufficiente per contrastare la tipologia di leggerissima acidificazione da parte della frutta dolce (diversa da mela rossa),
purtroppo NON E' ASSOLUTAMENTE NEMMENO LONTANAMENTE SUFFICIENTE anche solo per cercare di contrastare la TIPOLOGIA di acidosi ESTREMA determinata dalle arance (e restante frutta acida), in quanto oltre ad essere appunto estrema, E' A CARATTERE OSSIDATIVO IPERCOMPLESSO, cioè, principalmente, E' ACCOMPAGNATA DA MOLTISSIME SOSTANZA CHIMICHE MOLTO AGGRESSIVE CHE RIESCONO ADDIRITTURA AD OSSIDARE LE STRUTTURA MOLECOLARI INTERNE ALl’ORGANISMO, AGENDO CON UN MECCANISMO DEELETTRONIZZATORE MOLTO DIVERSO DAL MECCANISMO H3O+, IL QUALE E' l’UNICO RILEVABILE CON LA MISURAZIONE DEL pH.

Inoltre, specialmente egli ultimi anni è stato scientificamente confermato che le molecole ACIDIFICANTI stesse CREANO ADDIRITTURA ANCHE I DANNOSISSIMI RADICALI LIBERI, ASSOLUTAMENTE NON RILEVABILI DALLA MISURAZIONE DEL pH.
Ecco perché LE ARANCE (e restante frutta acida) RIESCONO A CREARE DANNI PROFONDI ALl’ORGANISMO ANCHE IN CASO DI RILEVAZIONE DI pH URINARIO MOLTO ALCALINO (e quindi anche in presenza di frutta grassa e frutta ortaggio in quantità elevate)].

Meccanismo biochimico della dannosità estrema della frutta acida; differenziazione metabolica di quest'ultima nelle diverse situazioni “alimentari“: acidosi indiretta (principalmente endocellulare) ed acidosi diretta (ematica).

Il metabolismo della frutta acida relativo all’acidosi del sangue (il sangue può sopportare un pH in acidosi fisiologica fino solo al valore, già pericolosissimo, di 7,35, al di sotto del quale avviene prima il coma per acidosi, poi addirittura la morte), è costituto fondamentalmente da un meccanismo biochimico che può essere di due tipi:

  • acidosi indiretta, (più grave, ma meno evidente in tempi brevi, in quanto più interna nell’organismo), tipica delle fasi “alimentari“ pre-fruttariane (da onnariana a vegan-crudista) e delle fasi di disintossicazione aspecifica (transizione e terapia);
  • acidosi diretta, (meno grave, ma più evidente in tempi brevi, in quanto più esterna nell’organismo), tipica della fase “alimentare“ fruttariana.
  • nell’acidosi indiretta, che avviene soprattutto in un organismo molto o piuttosto intossicato aspecificamente, una minima parte delle molecole acidificanti della frutta acida (anche dette “acido-leganti“) va a legarsi patologicamente con pochissime tipologie di strutture molecolari dannose, che sono solo una minima parte di tutte le tipologie di tossine aspecifiche acide del nostro organismo (tra quelle endocellulari; allo stesso tempo le molecole della frutta acida sono assolutamente incapaci di legarsi alle sostanze tossiche alcaline), causandone inizialmente la diffusione anche nel plasma ematico (cioè proprio nel sangue) senza però nemmeno neutralizzarle precedentemente, col risultato di aumentare enormemente, oltre che primariamente l’acidosi endocellulare citoplasmatica (in fase di legame patologico), anche la già estrema acidosi del sangue determinata dalla frutta acida stessa, portandolo proprio ai limiti massimi di acidosi189. La situazione metabolica è poi ulteriormente aggravata dal fatto che questa mancanza di neutralizzazione di questa minima tipologia di tossine aspecifiche acide (da parte delle predette sostanze della frutta acida), le porta a configurare una struttura molecolare particolare assolutamente non filtrabile dai reni. Quindi, una minima parte delle molecole acidificanti della frutta acida si lega solo ad una minima parte delle tipologie di tossine aspecifiche acide in sede endocellulare (dei tessuti in generale dell’organismo), causandone inizialmente la diffusione anche nel sangue, e determinando, di conseguenza, un acidificazione più potente addirittura di quella delle molecole acidificanti stesse della frutta acida, sia nei fluidi citoplasmatici di reazione di legame patologico (delle cellule di tutti i tessuti ed organi dell’intero organismo) che nel plasma ematico (del sangue stesso), fenomeno che poi è estremamente peggiorato dal fatto che questa minima tipologia di tossine acide, non potendo essere espulsa tramite i reni, rimane addirittura nell’organismo, fino ad essere riposta persino principalmente nei siti iniziali, col risultato finale di forte danneggiamento quindi di tutti i settori dell’organismo, proprio a cominciare dalla parte più interna di esso, le singole cellule di ogni organo, portando questi ultimi, col tempo, a numerose patologie profonde e gravi, anche a seconda dell’organo più delicato della persona192; nell’acidosi indiretta, molto meno spesso il danno principale è in un settore esterno dell’organismo pure in quanto la maggior parte degli organi è interna193. Di conseguenza, la frutta acida è estremamente dannosa non solo in tutte le fasi di “alimentazione“ (dall’onnarismo al fruttarismo) ma (esattamente per la sua fortissima acidosi indiretta, che causa anche una diffusione iniziale di una minima parte delle tipologie di tossine aspecifiche acide pregresse proprio pure nel sangue senza minimamente prima neutralizzarle e poi eliminarle), addirittura assolutamente anche in tutte le fasi di disintossicazione aspecifica, dalla transizione “alimentare“ (o perfezionamento “alimentare“ personale), alla terapia naturale (la disintossicazione aspecifica che vedremo nel capitolo relativo alla patologia e terapeutica moderne). Infatti, sono moltissimi i danni organici, anche ossei e dentali, determinati dal consumo di frutta acida (a volte pure esclusivamente di frutta acida, ed alcuni determinati addirittura in pochi giorni), registrati proprio esattamente in fase di disintossicazione aspecifica [sia in transizione “alimentare“ che in terapia naturale (predetta)];
  • nell’acidosi diretta, che avviene prevalentemente in un organismo molto disintossicato aspecificamente (come sempre un organismo, più è disintossicato, e più è di moltissimo maggiormente resistente a qualsiasi agente negativo), sono, appunto, totalmente le molecole acide ed acidificanti della frutta acida a produrre gli ioni H3O+ che acidificano il sangue194, proprio in quanto esse non avendo anche le poche tipologie di tossine aspecifiche acide endocellulari a cui legarsi patologicamente (che ovviamente peggiorerebbero di molto la situazione), si “limitano“ ad acidificare prevalentemente il sangue, sempre però con tutte le conseguenze relative estremamente dannose anche predette, e, dunque, molto meno i settori endocellulari (quindi molto più interni ed addirittura profondi) di tutti i tessuti degli organi dell’intero organismo. Di conseguenza, però, i danni all’organismo, pur essendo meno profondi, gravi e veloci (dell’acidosi indiretta), colpiscono i tessuti e i settori relativamente più esterni (e, anche per altri motivi predetti, prevalentemente più periferici) dell’intero organismo stesso, e, quindi, anche con visibilità e sintomatologia (a volte solo strumentale) non solo più evidenti, ma addirittura anche manifestate in tempi più brevi. Questo significa che anche (e, solo per l’aspetto temporale-sintomatologico, specialmente) i fruttariani 1 devono immediatamente e assolutamente diminuire il più possibile la frutta acida, soprattutto le arance, che, tra l’altro, si usano più di frequente; inoltre, come predetto, dal fruttarismo 2 in poi, deve essere totalmente eliminata, in entrambi i casi, proprio in quanto, pur subendo da essa danni meno profondi e gravi rispetto a quelli determinati nelle persone che conducono tutti gli altri modelli “alimentari“ più tossici, li porta comunque, addirittura in un tempo sintomatologicamente più breve, anche a loro, a danni organici ed inorganici molto gravi, come quelli precedentemente elencati.

Il segreto della nostra felicità è proprio esattamente il (predetto) progetto 3M

Per scaricare il LIBRO INTERO cliccare qui

Come si accennava, questo testo ha un unico scopo: fornire gli “strumenti“ (naturali) per raggiungere la cosa più importante in assoluto nell’intera vita di ognuno di noi, la felicità. Ovviamente, come abbiamo visto, essa consiste sempre in: 1) armonia con se stessi, 2) con gli altri 3) e con la natura.
Per questo motivo, in sintesi, sono sufficienti 3 “passi“ per arrivarci: i 3 passi “magici“ della felicità, sintetizzabili pure simpaticamente con la formula della felicità: F=3M (cioè felicità = naturalizzazione 3M).

Disclaimer: le informazioni scientifiche o di qualsiasi altro tipo contenute in questo articolo sono a puro titolo informativo e non sostituiscono in alcun modo l’attività del medico (o diversa figura professionale ufficiale relativa alle predette informazioni), che deve essere sempre prima consultato, agendo poi sotto la sua esclusiva responsabilità, oltre che quella propria personale; gli autori declinano ogni responsabilità, diretta o indiretta, in merito alle scelte fatte conseguentemente alla conoscenza delle informazioni di qualsiasi tipo contenute in questo articolo che fa riferimento con estratti al libro originale “SPECIE UMANA: progetto 3M”

 

Fonte della Notizia: «Silvia Michela Carrassi»

 
 
 Salute  Pubblicata - 7 Marzo 2014 - h 05:14:00



 



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